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Intimidazione al pm Di Matteo | Intimidazione al pm Di Matteo |
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19 settembre 2008 Un razzo di segnalazione esploso in aria, davanti alla scorta, prima della fuga precipitosa. È un episodio che preoccupa non poco quello accaduto domenica sera nei pressi dell´abitazione di campagna del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Nino Di Matteo a Santa Flavia e sul quale da giorni stanno indagando i carabinieri. Intorno alle dieci di sera sono stati gli uomini della scorta del magistrato, in quel momento in casa con la famiglia, ad accorgersi dell´uomo che si nascondeva tra i cespugli vicino alla casa davanti alla quale stazionavano le auto blindate con le quali si muove Di Matteo, uno dei magistrati più esposti della Dda. Quando i carabinieri gli hanno intimato l´alt l´uomo è fuggito, ma prima di riuscire a dileguarsi tra le campagne, è riuscito a lanciare in aria un razzo di segnalazione, evidentemente per indicare la sua posizione o quella della casa, a qualche complice che lo aspettava. Il razzo ha illuminato in maniera evidente tutta la zona. Quale fosse l´intenzione dell´uomo non è ancora chiaro. Quel che è certo è che, per arrivare fino all´esterno della casa, lo sconosciuto ha rischiato molto. È riuscito a scavalcare la rete di recinzione e a percorrere lo spiazzo dove erano ferme le auto blindate con gli uomini della scorta. Così come prevede il protocollo, gli uomini di scorta piuttosto che provare ad acciuffare lo sconosciuto hanno pensato alla sicurezza del magistrato, provvedendo a metterlo al sicuro. Così l´uomo è riuscito ad allontanarsi indisturbato. Sull´episodio, che segue di pochi giorni l´intimidazione subita da un altro magistrato, il presidente di sezione del tribunale di Caltanissetta Giacomo Montalbano al quale uno sconosciuto ha incendiato alcune sterpaglie facendo un buco nella rete di recinzione della sua casa di Altavilla Milicia, adesso indagano i carabinieri della compagnia di Bagheria coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il fascicolo potrebbe però essere trasferito a Caltanissetta, città in cui c´è la Procura competente a indagare sui reati di cui siano «persone offese» i giudici del distretto di Palermo. I due episodi intimidatori adesso sono all´esame del comitato per la sicurezza e l´ordine pubblico. Il sostituto Nino Di Matteo è uno dei titolari di molte grosse inchieste di mafia, a cominciare proprio da quelle sulle famiglie mafiose della zona, da Villabate a Bagheria. Da settimane, assieme al collega Antonio Ingroia, Di Matteo sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla trattativa avvenuta nel 92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato. LA REPUBBLICA PALERMO Di fronte alla gravità di quanto avvenuto auspichiamo un concreto intervento da parte delle istituzioni preposte a garantire la sicurezza di ogni servitore di questo Stato. Al dott. Di Matteo tutto il sostegno e la solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila.
ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM NINO DI MATTEO
"Esterniamo grande preoccupazione per il tentativo di attentato al magistrato Nino Di Matteo". Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, commenta l'episodio scoperto dalla scorta del pm della Dda di Palermo di un uomo nascosto nei pressi delle auto blindate parcheggiate accanto alla casa di campagna del magistrato, che è fuggito quando i carabinieri lo hanno visto. "Siamo vicini al magistrato con tutta la nostra solidarietà - dice Maggiani Chelli - mentre indaga sulla più che probabile trattativa avvenuta fra la mafia e pezzi deviati dello Stato, trattativa che se ci fosse stata, recita la sentenza di Cassazione per le stragi del 1993, ci sarebbe da rabbrividire. Trattativa che è costata la vita ai nostri parenti". ANSA LA SOLIDARIETA' DEL SENATORE LUMIA AL PM DI MATTEO "E' un episodio grave, quello che riguarda il pm Di Matteo, che non deve essere sottovalutato e che deve portare tutti a tenere alta l'attenzione". Lo dice il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, commentando quanto accaduto al sostituto procuratore di Palermo, Nino Di Matteo, su cui stanno indagando i carabinieri. "Occorre reagire al più presto - dice Lumia - perché Cosa nostra continua a dimostrarsi con segnali e intimidazioni ancora pericolosa e pronta a colpire le istituzioni". ANSA LA SOLIDARIETA' DEL PM ANTONIO INGROIA I magistrati della sezione di Magistratura democratica di Palermo esprimono solidarietà al collega Nino Di Matteo, pm della direzione distrettuale antimafia, nei cui confronti i carabinieri hanno scoperto nei giorni scorsi un grave episodio che riguarda la sua sicurezza. "Siamo preoccupati - dice Antonio Ingroia, segretario della sezione Md di Palermo - per l'insufficiente attenzione alla lotta alla mafia che determina senso di solitudine e isolamento della magistratura antimafiosa in un momento in cui l'obiettivo primario sembra esserne la riforma e la separazione delle carriere".
Ingroia prosegue: "l'obiettivo sembra anche la riforma delle indagini modificando l'uso delle intercettazioni, invece di una seria revisione ella giustizia per il potenziamento degli strumenti antimafia". "E' grave - conclude - che ciò avvenga nei giorni in cui si ricorda Rosario Livatino che fu vittima di analoga solitudine e isolamento".
ANSA IL COMUNICATO DI ADDIO PIZZO Addiopizzo esprime tutta la sua solidarietà al pm Nino Di Matteo per l'intimidazione subita domenica sera a Santa Flavia. Il gesto intimidatorio, pur poco chiaro ma di certo intenzionale, non va sottovalutato, nè può passare senza destare preoccupazione. Il sostituto Di Matteo è titolare di alcune tra le più importanti inchieste di mafia in corso, e le continue notizie di ritorsioni meritano l'attenzione di tutti colori che supportano l'opera della magistratura. ANSA |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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