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Lo Stato protegga Massimo Ciancimino | Lo Stato protegga Massimo Ciancimino |
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di Giorgio Bongiovanni e Silvia Cordella - 15 settembre 2008
Per questo le istituzioni non possono alzare le spalle in segno di abbandono di fronte a chi intende chiarire quegli episodi, anche se a parlare è Massimo Ciancimino, figlio di “Don Vito”, il noto sindaco del “sacco di Palermo”, condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi per riciclaggio, intestazione fittizia di beni ed estorsione. Un personaggio che, al di là della sua vicenda processuale, è uno dei testimoni diretti della cosiddetta trattativa avviata nel ’92 tra Cosa Nostra e lo Stato. Abbiamo raggiunto telefonicamente Massimo Ciancimino per conoscere il suo pensiero su questa nuova fase giudiziaria che lo vedrà presto deporre, come imputato di reato connesso, al processo appena aperto a Palermo sulla mancata cattura di Provenzano in cui il generale dei Carabinieri ed ex capo del Sisde Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu sono accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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