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Racket: imprenditore racconta la sua lotta | Racket: imprenditore racconta la sua lotta |
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di Dora Quaranta - 9 settembre 2008 In un’intervista pubblicata sul quotidiano siciliano giovedì scorso Ignazio Cutrò, 41 anni, racconta la sua vita di vittima delle intimidazioni mafiose che subisce da quasi dieci anni. Cutrò ha sporto regolare denuncia alle forze dell’ordine contro ignoti. <<Sono passati quasi 10 anni da quell’ottobre del 1999: il primo attentato intimidatorio – dice l’imprenditore – l’incendio ad una pala meccanica sconvolse la mia vita e quella dei miei familiari. Necessariamente sono state cambiate le nostre abitudini e tutto ciò che prima veniva vissuto nella sua normalità ha ora acquistato un sapore diverso>>. Cutrò è ora in difficoltà economiche e spera di ottenere un sostegno con i fondi destinati alle vittime del racket. Gli attentati che lo hanno maggiormente danneggiato economicamente sono stati quelli di maggio e novembre 2006: il primo a Ribera, dove aveva vinto una gara d’appalto all’Esa di Palermo, gli ha bruciato tutte le tubature che aveva acquistato per la sistemazione di una condotta idrica, il secondo a Santo Stefano Quisquina gli ha distrutto due camion ed una pala meccanica. <<Si può provare a recuperare il danno economico e patrimoniale – ha aggiunto Cutrò che nonostante le difficoltà è deciso a non abbandonare il suo paese – ma è più difficile riconquistare la serenità psicologica in famiglia>>. L’imprenditore ringrazia pubblicamente i carabinieri di Cammarata, la Prefettura di Agrigento e Confindustria per l’aiuto donatogli. <<Non posso dire lo stesso sull’amministrazione comunale di Bivona – ha però detto con rammarico Cutrò – nessun segno, mai un messaggio di solidarietà>>. Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona, ha replicato di aver incontrato l’imprenditore per sentire la sua storia prima che fosse eletto primo cittadino e di aver mantenuto la promessa di andare dal Prefetto per far presente la situazione. |
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