Informazione
Rassegna Stampa
Mafia:'Dance Attack' ragazzi bloccati | Mafia:'Dance Attack' ragazzi bloccati |
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lo rende noto l'Ente. Durante gli ultimi
preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo
antimafia "Arte nostrà, coniato per l'occasione dal Bellini, si legge in un
comunicato, un centinaio di ballerini non si sono presentati all'appuntamento,
pur avendo precedentemente garantito la loro adesione. Per qualche ora la
vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento. Alcuni di loro, in
lacrime, ricostruiscono dal Bellini, hanno raccontato di aver ricevuto il
divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la
reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia 'Arte nostra'.
Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione
pacifica, invitando per oggi alle 17 i giovani della città a ballare in piazza
Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di
drammatiche vicende criminali, per una maratona musicale di oltre 4 ore.
ANSA
MAFIA: DANCE ATTACK; LO BELLO, FATTO GRAVE E
PREOCCUPANTE
Catania."Un caso estremamente
grave e preoccupante che deve fare riflettere per l'elevato numero dei giovani
coinvolti". Così il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, commenta
la decisione delle famiglie di 100 giovani di non fare partecipare i loro figli
alla manifestazione antimafia 'dance attack' promossa dal Bellini di Catania.
"Mi sembra che da una parte ci sia la paura che domina ma dall'altro un consenso
verso la mafia - aggiunge Lo Bello - e bisogna interrogarsi su come mai una
città come Catania non riesce a guidare un processo di modernizzazione forte
della Sicilia ma è piena di contraddizioni sociali. E su questo tutti devono
riflettere. Quanto è accaduto è un fatto grave che non può passare inosservato".
"La lotta alla mafia - conclude il presidente di Confindustria Sicilia - passa
anche attraverso interventi di risanamento di zone della città che hanno bisogno
di recuperare una dimensione civica e una consapevolezza minima dell'esercizio
del diritto di cittadinanza".
ANSA
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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