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Home arrow La Rivista arrow Lettere & Comunicati arrow Il governo manterra' le promesse?
Il governo manterra' le promesse? PDF Stampa E-mail

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di Giovanna Maggiani Chelli*- 5 settembre 2008
"Il Fondo 512 legge del 1999, un diritto che tutto 'il mondo ciinvidia', non è attivato, almeno per noi, se non attraverso interventi elemosinieri."


LETTERA APERTA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE


“Il Giudice Falcone si rigirerà nella tomba” come ha avuto modo di direil procuratore Pietro Grasso: accadrà per mille motivi, ma crediamo peruno in particolare e cioè perché le vittime, che hanno denunciato laMafia in sede civile, che hanno in mano sentenze immediatamenteesecutive, perché la loro vita è stata distrutta con 300 chili ditritolo, ricevono in cambio di giuste cifre briciole vergognose.

Lo Stato che paga le spese processuali ai Madonia e che a Monterspertoli in Firenze è giunto a restituire i beni confiscati, con pretesti che sono a dir poco vergognosi, non ha trovato 13 milioni di euro per saldare il torto fatto alle vittime della strage di via dei Georgofili.

E tutto questo gentili Signori, non lo dice nessuno, e questo perché:

Uno: il Governo in carica, come tutti i Governi che si sono succeduti,  proverà a condurre la cosa a modo suo come meglio crede, e lo vedremo a breve se le promesse fatte saranno mantenute.

E comunque - di fatto - resta che noi dobbiamo avere tutti i nostri denari subito e per Decreto, a meno che il fondo 512 Legge del 1999 non venga alimentato con cifre molto alte, e su questo fronte la vediamo molto ardua, perché non c’è alcuna volontà da parte di nessuno di rispettare le leggi in favore delle vittime di mafia.

Due: l’opposizione è impegnata nelle scalate ai nuovi partiti, è fin troppo evidente dai palchi delle feste della politica, quanto molti “quadri” di varie organizzazioni del così detto sociale, rappresentanti di associazioni, sindaci uscenti ecc., tentino di lanciarsi in politica, di prendersi una sedia in Parlamento, con un appannaggio mensile non solo buono, ma da capogiro.

Non abbiamo nulla contro i ragazzi che lavorano con abnegazione nei campi di pomodori e che credono nella loro battaglia; non abbiamo nulla contro le intitolazioni delle case di Riina ai Giudici morti, ci mancherebbe altro, ma l’impegno non può essere profuso solo nel dare la caccia al voto o nella ricerca di un ritorno di denaro che è palese ci debba essere.

Va prioritariamente applicata quella giustizia a cui le nostre vittime hanno un diritto sacrosanto, lo recita bene la legge 575 del 1965.

Il Fondo 512 legge del 1999, un diritto che tutto “il mondo ci invidia”, non è attivato, almeno per noi, se non attraverso interventi elemosinieri, perché deficita di sostentamento, è questo il reale problema del momento.

Le stragi del 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993, non sono state semplici estorsioni: con quel tritolo hanno seppellito sotto il sangue dei nostri parenti un’epoca di corruzione generale e ne hanno riaperta un’altra ancora più corrotta.

Quindi, solo nel momento in cui le vittime di via dei Georgofili potranno chiedere conto allo Stato, con sentenze alla mano, di ciò che la mafia ha fatto loro, e nel Fondo troveranno i soldi per far fronte al loro trauma, solo allora il diritto alla giustizia mostrerà di essere rispettato.

Il Fondo 512 - si sa bene – non interessa i carrieristi politici; riguarda “solo” la giustizia sociale e questo non getta buona luce su una politica ormai alla deriva.

Noi ci batteremmo con tutti i mezzi a nostra disposizione per tutto questo, lo dobbiamo ai nostri morti e ai nostri feriti, è una promessa.

Credo che la feste nazionali della politica siano  blindate, del resto tutto è blindato per noi, quindi per noi non è certo mai festa, l’ho detto il 29 Agosto u.s. ad una radio che mi ha dato voce, ma le voci scomode come sempre si disperdono al vento del potere.

 *Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

 

 

 

 

 
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