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Confindustria Calabria: 140 non ammessi | Confindustria Calabria: 140 non ammessi |
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Anche la Calabria quindi accoglie il codice etico come in Sicilia ma lo applica in modo differente come spiega il presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose: << In Sicilia le regole d'ingresso sono improntate prevalentemente sulla lotta al pizzo – spiega Umberto De Rose – ma noi abbiamo voluto guardare di più all'elemento volitivo: per noi l'imprenditore che si limita a pagare il pizzo non è altro che una vittima. Se invece l'azienda è collusa con la 'ndrangheta noi l'allontaneremo dall'associazione>>. Il sistema adoperato in Calabria prevede una selezione iniziale, non si tratta di espulsioni ma piuttosto di non ammissioni. Per confermare l’iscrizione occorre che il titolare dell’azienda ed i suoi eventuali soci ed i conviventi esibiscano il certificato antimafia. «Forse in linea teorica potremmo avere anche esagerato, visto che non abbiamo uffici investigativi nell'associazione, ma una rivisitazione degli elenchi con nuove regole dovevamo farla», ha aggiunto De Rose. A Reggio, anche se non risulta ancora del tutto operativa la regola della certificazione antimafia, assicura De Rose che stanno conducendo un lavoro “molto meticoloso” sugli iscritti la prefettura e la Dda. Soddisfazione per l’attività di Confindustria Sicilia e Calabria è stata espressa dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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