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Niente conflitto solo interessi PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio - 5 settembre 2008
Archivio Ansa, quattro mesi di governo Berlusconi. Maggio: 36 dichiarazioni dall'opposizione sul conflitto d'interessi del premier (19 Di Pietro & C., 11 Pd, 4 Sinistre, 2 Udc).

Giugno: il conflitto d'interessi è citato 16 volte (7 Idv, 7 Pd, 1 Pdci, 1 Udc). Luglio: sarà il caldo, ma nel mese del lodo Alfano le citazioni scendono a 7 (4 Pd, 2 Di Pietro, 1 Diliberto). Agosto, appena 5: 3 Idv, 2 Pd. Una è di Veltroni, ma per costrizione: il 4 agosto, presentando la fantomatica tv Youdem, a domanda risponde: "Non serve questa occasione per rilanciare un tema che va affrontato come regola del gioco democratico e non come un coltello da brandire contro qualcuno". Il perché è noto: il conflitto d'interessi ha stufato, meglio cose più concrete.

Già, ma intanto i conflitti d'interessi impediscono di parlar chiaro anche su quelle. Tipo la berluscordata Alitalia, che è tutta un conflitto d'interessi. Si attende la vibrante denuncia del ministro-ombra all'Industria. Ma arrivano solo balbettii e pigolii, perché il ministro-ombra è Matteo Colaninno, figlio del capo della berluscordata. Dimettersi, manco a parlarne. Poi c'è la giustizia: difficile trovare qualcosa di più concreto della necessità di processi più rapidi, indagini più efficienti, pene più certe. Il governo parla d'altro: separazione delle carriere, reati scelti dal Parlamento, più politici (ancora!) nel Csm, niente intercettazioni sulla criminalità diffusa (e dunque su quella dei colletti bianchi). Tutta roba che non abbrevia di un minuto i processi. Qui il ministro-ombra, Lanfranco Tenaglia, parla abbastanza chiaro. Ma la sua voce si perde nel chiacchiericcio dei troppi esternatori piddini che fanno a gara a 'dialogare' col governo, dunque sono ricercatissimi dai giornali. I più loquaci sono Luciano Violante, Nicola Latorre e Guido Calvi. Violante strapazza l'Anm e lancia l'idea, subito raccolta dal ministro Alfano, di ribaltare il rapporto politici-magistrati nel Csm: oggi i primi sono solo un terzo, lui vuole raddoppiarli con un altro terzo "indicato dal capo dello Stato" (che potrebbe presto essere Berlusconi: non è meraviglioso?). Violante è candidato alla Corte costituzionale, ma gli occorrono voti dal Pdl. Se ce la farà, dovrà valutare la costituzionalità delle norme che oggi suggerisce. Basta, come conflitto d'interessi? Non ancora: Latorre attacca l'Anm ("Esagera", "Minacce corporative" al povero governo, "Stendiamo un velo pietoso"). Invoca sul 'Giornale' "un accordo sul garantismo" con Berlusconi. E chiede, con Calvi, una stretta su intercettazioni e diritto di cronaca. Opinioni rispettabilissime, se non fosse che Latorre, sorpreso nel 2005 a trafficare al telefono con Consorte e Ricucci nel pieno delle scalate illegali a Bnl ed Rcs, è stato salvato sei mesi fa dal Senato, che ha rispedito al mittente la richiesta del Tribunale di Milano di usare contro di lui le conversazioni. Richiesta ancora pendente all'Europarlamento per D'Alema: difeso, guarda un po', dall'avvocato Calvi. Ecco, meglio stendere un velo pietoso anche sul conflitto d'interessi.
 

Tratto da: l'ESPRESSO




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