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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow In Lombardia 5000 imprenditori pagano il pizzo
In Lombardia 5000 imprenditori pagano il pizzo PDF Stampa E-mail

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5 settembre 2008
Milano.
Il ‘pizzo’ non e’ piu’ solo un malaffare diffuso nelle regioni meridionali: sono sempre di piu’ infatti gli imprenditori costretti a pagare la ‘tassa’ delle organizzazioni criminali.


Secondo alcuni dati diffusi da Codici, un’associazione nazionale di volontariato per la difesa dei consumatori nel campo dell’usura, della sanita’ e della legalita’, sono stimati in circa 5.000 gli imprenditori lombardi che pagano il pizzo; 10.000 invece sono quelli sotto usura, mentre e’ sempre piu’ frequente imbattersi in un ‘normale’ padre di famiglia che per pagare il mutuo, le bollette o le spese mediche, finisce nel circuito nero del credito illegale. Complessivamente, prosegue il rapporto di Codici, nello scorso anno, le vittime dello strozzinaggio a Milano sono state 20 mila. Di questi, il 30% sono pensionati, casalinghe e impiegati che non arrivano alla fine del mese: “per queste persone, purtroppo, lo Stato non prevede alcuna tutela legale, poiche’ i percettori di reddito non rientrano nei soggetti abilitati ad accedere al fondo di solidarieta’ - denuncia Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici -; nonostante questa consapevolezza, le amministrazioni non hanno adottato politiche forti di contrasto a questo fenomeno; e lo dimostra il fatto che la nostra proposta di legge in materia e’ ferma in regione da mesi. Per quanto concerne la provincia di Milano, invece, sebbene l’ente si sia persino dotato di un apposito assessorato, non riscontriamo alcun impegno concreto”. Codici, nel denunciare la totale assenza di una rete di solidarieta’ nel territorio, si appella al sindaco di Milano, Letizia Moratti, per avviare una forte politica di sensibilizzazione al problema, conferendo vigore e impulso alle azioni, ormai impercettibili, delle amministrazioni locali in relazione a questa terribile piaga sociale.

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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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