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Domenico Crea "referente dei clan mafiosi" | Domenico Crea "referente dei clan mafiosi" |
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di Maria Loi – 3 settembre 2008 E’ di quest’oggi la notizia che il Tribunale della Libertà ha espresso un giudizio durissimo nei confronti di Crea confermando il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip Roberto Lucisano. <<La tutela della concretezza e attualità delle esigenze cautelari – dichiara il Tdl – si impone sotto il profilo della reiterazione dei reati, ma anche dell’inquinamento probatorio, al fine di scongiurare il pericolo per l’acquisizione o la genuinità della prova>>. Nelle circa 50 pagine dell’ordinanza il Tribunale della Libertà ripercorre l’intera vicenda giudiziaria mettendo in evidenza come la cosca Morabito di Africo e le altre cosche avessero allungato le mani nel settore della sanità pubblica individuando in Domenico Crea il personaggio in grado di garantire i loro affari illeciti. <<Crea rappresenta l’espressione dell’accordo di cartello tra le cosche dominanti sulla fascia jonica costituite dalle famiglie Morabito - Zavettieri - Talia - Cordì, come confermato dai risultati elettorali>> è la conclusione a cui è giunto il Tribunale della Libertà. Infatti durante le Regionali del 2005 Crea aveva raggiunto ottimi risultati nei comuni del reggino dove queste cosche esercitavano un forte controllo del territorio. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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