Informazione
Rassegna Stampa
Lo Bello: ora nel mirino collusioni tra mafia e burocrazia | Lo Bello: ora nel mirino collusioni tra mafia e burocrazia |
|
|
|
|
2 settembre 2008 È il bilancio della guerra al racket delle estorsioni dichiarata un anno fa dalla Confindustria in Sicilia e sfociata nell'adozione del codice etico che prevede proprio l'allontanamento degli industriali che non denunciano gli estorsori. Le cifre sono state fornite dal presidente degli industriali dell'Isola, Ivan Lo Bello, ad un anno esatto dalla battaglia di legalità intrapresa da Confindustria, dopo le minacce e le intimidazioni ai danni del catanese Andrea Vecchio e di Marco Venturi, presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta. Sono in totale 64 (40 dei quali di Caltanissetta e Agrigento, le province che collaborano di più) invece gli industriali, vittime del racket, che hanno denunciato i propri aguzzini e che stanno collaborando con le forze dell'ordine e con la magistratura. AUMENTANO GLI ISCRITTI - Oltre all'immagine legata all'impegno sociale, la battaglia contro il pizzo ha portato vantaggi a Confindustria anche in termini di iscritti. «Gli imprenditori vogliano associarsi perché si sentono più protetti - ha detto Lo Bello in conferenza stampa -. Oggi è più difficile chiedere il pizzo a un industriale. Sono decine le richieste che abbiamo ricevuto, ma le valutiamo attentamente». Ottanta le nuove imprese iscritte a Caltanissetta e ad Agrigento. «ZONA GRIGIA» - E dopo la lotta al pizzo Confindustria in Sicilia si prepara ad aprire una nuova stagione, volgendo l'attenzione verso quella che definisce la «zona grigia», l'intreccio tra burocrazia e imprenditori collusi con la mafia. Lo ha annunciato Lo Bello. «Siamo consapevoli - ha detto il numro uno degli industriali siciliani - che oggi dobbiamo fare un passo in avanti, di qualità. Il secondo pilastro della nostra azione sarà la collaborazione con i magistrati e le forze dell'ordine sul versante della lotta al riciclaggio e all'aggressione dei patrimoni degli imprenditori collusi con la mafia. Questa seconda frontiera ci terrà impegnati in modo forte». Tratto da: corriere della sera online IL PRESIDENTE REGIONALE: ORA NEL MIRINO COLLUSIONI TRA MAFIA E BUROCRAZIA Sicilia, un anno di lotta al pizzo In dieci espulsi da Confindustria Allontanati gli imprenditori che non hanno denunciato, 30 quelli sospesi. E ora lotta alla «zona grigia» |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |