Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Camorra: scarcerato nipote del boss
Camorra: scarcerato nipote del boss PDF Stampa E-mail

napoli_web.jpg

30 agosto 2008 
Napoli.
Arrestati due giorni fa e già liberi. Raffaele Amato, nipote del boss del clan degli 'Scissionisti' e anche lui considerato affiliato al clan, e il pregiudicato Francesco Ferro sono stati scarcerati dal Gip che ha fatto cadere l'accusa di aver agito per agevolare il clan.


Un arresto, quello di Amato e di Ferro, che a Melito (Napoli) fece scendere in strada oltre cento persone: una folla che si scagliò contro i carabinieri. Il procuratore Giovandomenico Lepore dice che valuterà la situazione e che poi sarà presa la decisione più appropriatà: non esclude che, se ci saranno gli estremi, si ricorrerà in appello. Secondo quanto riportano oggi alcuni quotidiani, Ferro e Amato, ieri mattina sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, Enrico Campoli, per l'udienza di convalida. Al termine della discussione il gip, pur convalidando l'arresto, ha disposto la scarcerazione di Amato e di Ferro, accogliendo le richieste del difensore. Soprattutto, Campoli non ha ritenuto di convalidare a carico degli indagati - che giovedì avevano forzato un posto di blocco dei carabinieri - l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa: aggravante che, se fosse stata convalidata, avrebbe con ogni probabilità mantenuto in carcere i due.

"La scarcerazione del nipote del boss degli Scissionisti Raffaele Amato e del pregiudicato Francesco Ferro è un fatto grave. Bene ha fatto il procuratore Lepore a pensare di promuovere appello. Ma ora occorre cambiare la legge". A dirlo è il deputato dell'Italia dei Valori Franco Barbato. "Le aggressioni alle forze dell'ordine - ha proseguito - rappresentano un fenomeno inaccettabile che va colpito con durezza, fornendo forti segnali di ripristino della legalità e di presenza dello Stato. Questa scarcerazione rischia di avere un effetto fortemente demotivante sia nei confronti dei rappresentanti delle forze dell'ordine che ogni giorno combattono sul campo contro la criminalità e l'illegalità, sia nei confronti dei cittadini che, di fatto, vedono un delinquente farla franca". "Alla ripresa dei lavori parlamentari - ha annunciato Barbato - mi farò promotore di una specifica proposta di legge che preveda pene ed aggravanti più severe per chi aggredisce con violenza ed organizza rivolte contro le forze dell'ordine, un fenomeno gravissimo che va prevenuto con l'assoluta certezza della pena".

ANSA

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6439
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2911798

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg