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Nucleare. Fuga di iodina in Belgio. PDF Stampa E-mail

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29 agosto 2008
Dopo una settimana dal primo allarme sulla perdita di iodina 131 all'Istituto di Radioelementi di Fleurus, in Belgio, che era stato classificato come poco rilevante, nella notte tra giovedì e venerdì l'allarme è stato lanciato su scala europea.


La perdita sembrerebbe più grave del previsto, soprattutto per l'ambiente circostante. La popolazione limitrofa non dovrà consumare prodotti locali.
Una nota della Commissione europea diffusa nella notte tra giovedì e venerdì ha lanciato l'allarme nucleare in Belgio. Si tratterebbe di un incidente «radiologico» avvenuto all'Istituto nazionale di Radio-elementi (Ire), nella cittadina di Fleurus, nella regione francofona della Vallonia.
«Alle 23;31 del 28 agosto - spiega la nota- la Commissione europea ha ricevuto una notifica di allerta Ecurie dal Belgio riguardo ad un incidente radiologico nell'Istituto nazionale di radio-elementi di Fleurus» che ha portato a una perdita di iodina 13.

L'allarme è stato dato questa notte dal sistema di informazione europeo sulle eventuali crisi rediologiche Ecurie, che come è successo alcuni mesi fa nel caso della centrale di Kurs - in Slovenia - è scattato lanciando in automatico l'allerta alle autorità dell'unione ed a tutte le autorità locali degli stati membri, che per questo motivo sono state le prime a ricevere e diffondere la notizia.
Come hanno sottolineato questa mattina i portavoce della Commissione durante il consueto briefing con la stampa, dopo la notifica la questione è ora passata in mano alle autorità locali belghe, che da questa mattina si stanno occupando, a livello nazionale, dell'allarme. Sempre secondo le notizie diffuse dall'esecutivo di Bruxelles, per ora il governo locale di Fleurus ha adottato una serie di «azioni cautelative, in particolare restrizioni al consumo di produzioni di cibo locale (verdura e latte) in un raggio di 5 chilometri».

La perdita di iodina 131 non sembra però essere un incidente improvviso. L'Agenzia federale di controllo nucleare (Afcn) nazionale belga aveva infatti lanciato l'allarme già nei giorni scorsi: il 25 agosto l'agenzia veniva informata dalll'Ire di «aumenti delle emissioni di iodio» avvenuti il fine settimana scorso.
A questo primo allarme, a cui l'Afcn rispondeva mandando degli esperti a monitorare la situazione nell'Istituto e nel territorio circostante, ne ha fatto seguito un secondo.
Il giorno successivo, 26 agosto, la stessa agenzia notificava in un comunicato stampa l'arresto della produzione dell'Ire, dopo aver constatato l'aumento della produzione di iodina, classificando l'incidente INES 3 (livello di pericolosità 3 sulla scala internazionale Ines, International Nucleair Incident Scale, che ha una scala di misura che va da 1 a 7), un livello «molto basso». «Al momento - proseguiva il comunicato - non è necessario prendere altre misure d'urgenza».

L'allarme lanciato questa notte sembra invece delineare tutt'altra urgenza. Il sindaco di Charleroi, capoluogo della provincia in cui si trova la cittadina di Fleurus, Jean-Jacques Viseur ha dichiarato stamattina alla stampa locale di essere «scioccato per la mancanza di iniziativa» dell'Afcn, che non avrebbe notificato l'urgenza di un provvedimento da parte del governo locale.
Citato dall'agenzia "Belga", Viseur ha infatti dichiarato che «alcuni comuni dell'entità di Charleroi sarebbero coinvolti», in particolare nelle raccomandazioni che questa mattina l'Afcn stessa ha rivolto alla popolazione di non consumare prodotti agricoli locali e di non nutrire le vacche con l'erba delle aree vicine a Fleurus.

Le versioni online dei principali quotidiani belgi sono oggi piene di commenti di cittadini sui forum, che chiedono cosa devono fare con gli alimenti comprati ai mercati locali, con il latte proveniente da allevamenti limitrofi, con i prodotti delle piantagioni personali, di cui hanno continuato a nutrirsi prima che l'allarme diventasse di dimensioni allarmanti.
Dei nuovi prelievi dai terreni delle aree circostanti hanno infatti rivelato che la fuga di elementi radioattivi che si è prodotta il fine settimana scorso è ben più importante di quanto inizialmente rilevato dall'Agenzia federale. Non è ancora diffuso nell'aria ma nel terreno; la diffusione però non è avvenuta toccando dei picchi rilevanti in aree di dimensioni minime, ma al contrario si è diffuso mantenendo un livello medio di radio attività ma in aree più estese del previsto. Lo hanno indicato ieri le autorità nazionali, le cui analisi sono state riportate oggi su tutti i quotidiani diffondendo l'allarme. Il centro di crisi del ministero belga degli interni ha infatti parlato di «misure più elevate di iodio radioattivo» rispetto a quelle misurate giorni fa.

Le organizzazioni ecologisgte locali, ed in particolare il partito Ecolo, denuncia l'intervento tardivo delle autorità nazionali e dello stesso Istituto Ire presso cui è avvenuta la perdita. In particolare l'organizzazione, che ha sede a Namur, nello stato federale vallone e francofono del Paese, ha preparato un'interrogazione parlamentare per indagare sulle cause dell'incidente e sulla mancanza di informazione ed intervento quando la prima volta sono state registrate le perdite.
Il sito di Fleurus è stato oggetto già diverse volte nel passato. L'incidente, ricorda ancora Ecolo, è ben più grave di quello della centrale francese di Socatri du Tricastin, di cui si è parlato molto di più il mese scorso, ed il cui livello di allarme era stato classificato come 1 nella scala INES.
(29/08/2008)
Tratto da:  http://www.agenziami.it
 
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