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Marco Travaglio
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di Marco Travaglio - 30 agosto 2008
Ve la racconto in
poche parole, poi la esamineremo articolo per articolo. L'Italia è
una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce il dovere
della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno
può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla
legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche,
condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno
ricchi o potenti che siano. Se uno viola la legge, ne risponde alla
Giustizia, foss’anche il capo del Governo. La Repubblica è una e
indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o secessioni.
Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l'arte e la
scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e
sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al Governo o al
Parlamento. La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo
Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di
asilo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri
popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per dire,
non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Iraq o
Afghanistan. La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a
cominciare dai ministri. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni.
Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e
sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e
dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le
tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro
redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con
disciplina e onore (il che esclude imputati, condannati e anche
prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi assolvere nel
merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta l'intera
Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica
rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla
Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi
incostituzionali. È lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su
proposta di questo, i ministri. Dunque se un ministro fa pena o è
imputato o non è degno della carica, la responsabilità è anzitutto del
Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i ministri sono sottoposti,
per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla Giustizia
ordinaria. Cioè, se il Parlamento dà il via libera, devono essere
processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione deve
ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo
per concorso pubblico. Vietate lottizzazioni, favoritismi e sopra-
tutto conflitti d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al
servizio esclusivo della Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla
legge: non al Governo o al Parlamento. Sono inamovibili. E si
distinguono fra loro solo per diversità di funzioni: una sola carriera,
inseparabile. Il pm ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (che è
obbligatoria, non discrezionale). La magistratura è un ordine autonomo
e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso il Csm.
I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi
incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte
costituzionale, che è lì apposta. La Costituzione non può essere
modificata con leggi ordinarie, ma solo con leggi costituzionali,
approvate due volte da ciascuna Camera e, se non ottengono i due terzi
dei voti, sono sotto- poste al referendum popolare confermativo.
Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto
partito fascista. Tutto chiaro, ragazzi? Domande?». Voce dal fondo
dell'aula: «Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando?».
Ora d'Aria L'UNITA' |
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Non c’è pace senza giustizia
di Salvatore Borsellino Si avvicina il 17° anniversario della strage di Via D’Amelio, 17 lunghi anni nel corso dei quali si sono alternati in me sentimenti assolutamente contrastanti. Prima l’esaltazione per quella che sembrava essere la reazione della coscienza civile a fronte di quelle due stragi così terribili e così ravvicinate. |
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Qualche tempo fa, quando il gip Maria Teresa Belmonte aveva archiviato alcune indagini sull’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, si era gridato allo scandalo.
Perché per ragioni di opportunità quel giudice, che era
nientepopodimenoche la moglie del fratello di Michele Santoro
(colpevole di essersi occupato di de Magistris nel corso di alcune
puntate di Annozero), avrebbe dovuto astenersi dall’incarico poiché per
qualche imprecisato motivo non avrebbe potuto prendere una decisione
serena e imparziale.
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Una Speranza?
di Giorgio Bongiovanni ![]() Com’era prevedibile e del tutto naturale dopo l’elezione e il giuramento di Barack Obama alla Casa Bianca i commenti su di lui e sul suo futuro governo si sono succeduti a ritmo incessante su tutti i media internazionali. Tra gioie, diffidenza e tanta retorica. |
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