Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
INDAGATI
PERSONE OFFESE
REATI CONTESTATI (dal Codice Penale vigente
Le condotte criminose contestate agli indagati
il-resto-n23-web-small.jpg




















di Filippo De Lubac – Il Resto

Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte d'Appello di Potarchivio-toghe-lucane-piccola-web1.jpgenza, della Procura  Antimafia di Potenza, della Corte d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato parlamentare ricoprenti ruoli di governo o presso la commissione bicamerale antimafia; 4) da tecnici del diritto ricoprenti ruoli apicali presso il Consiglio Superiore della Magistratura o presso alti uffici del Ministero della Giustizia o presso l'Ufficio Ispettivo del medesimo Ministero; 5) da Amministratori regionali o comunali, ricoprenti ruoli apicali in seno alla Giunta o nei dipartimenti specificamente deputati alla gestione ed al controllo della sicurezza e del territorio; 6) da alti funzionari statali e imprenditori già noti alle cronache giudiziarie regionali. I reati loro attribuiti in sede di “ipotesi” sono gravissimi e l'enorme volume delle indagini, dei riscontri testimoniali e delle evidenze fattuali, pur nel rispetto della presunzione d'innocenza, gettano un'ombra sconcertante e rivelano un quadro di collusioni e di concorso ad una sistematica ed organizzata “negazione di giustizia” che appare incontrovertibile. Questo giudizio di ordine politico e sociale, accertato e supportato dai comportamenti documentati in atti, prescinde dalla verità giudiziaria ed attiene ad una evidenza fattuale di cui migliaia archivio-toghe-lucane-small-web2.jpg di cittadini lucani possono offrire ampia testimonianza diretta. Nella storia dell'Italia repubblicana, ma in generale anche in quella dell'Italia monarchica, mai si era giunti a documentare in sede giudiziaria una così vasta e totalizzante rete di relazioni (supposte criminali) tali da imbrigliare un'intera regione e, forse, molto di più. Alcuni hanno parlato e scritto, commentando l'atto di chiusura delle indagini (516 pagine fitte fitte di nomi, testimonianze e riscontri) di essere rimasti “delusi”, a loro dire si aspettavano qualcosa di più. Beh, non possiamo leggere nei loro pensieri e nemmeno nei loro cuori; ma peggio di così c'è solo la pedofilia, il cannibalismo ed il terrorismo. Non potevano certo pensare che gli illustri indagati, di cui si conoscevano i nomi e le alte funzioni, fossero sospettabili di siffatte nefandezze. O forse no?



 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6439
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2911744

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg