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Marco Travaglio
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di Marco Travaglio - 29 agosto 2008
L'ha
stabilito il Garante della Privacy con la delibera n. 178, pubblicata
sulla 'Gazzetta ufficiale' il 31 luglio scorso. La decisione è molto
discutibile: chiusa o archiviata un'indagine, se ne può sempre aprire
un'altra se emergono elementi nuovi. E spesso è molto utile che il
consulente conservi i dati vecchi per riusarli e incrociarli con quelli
nuovi, senza dover ripartire da zero. Ora non si potrà più farlo.
Chissà perché: le banche dati dei periti non presentano alcun rischio
per la privacy, visto che questi sono pubblici ufficiali tenuti alla
massima riservatezza. Ma le perplessità aumentano se si guarda al
relatore della delibera destinata a svuotare le indagini cancellando la
memoria storica di tanti scandali: quella del vicepresidente
dell'Autorità garante, Giuseppe Chiaravalloti. Ex magistrato, ex
governatore forzista della Calabria, Chiaravalloti è indagato a
Catanzaro per associazione a delinquere nell'inchiesta Poseidone del pm
Luigi de Magistris (anche se il nuovo pm ha chiesto la sua
archiviazione) e a Salerno per corruzione giudiziaria e minacce. Ora,
si dà il caso che a entrambe le indagini abbia collaborato uno dei più
celebri consulenti giudiziari d'Italia: il vicequestore Gioacchino
Genchi, un mago nell'incrocio dei tabulati telefonici, già
preziosissimo nei processi sulle stragi mafiose del 1992-93, più volte
attaccato da politici e imputati, soprattuttoda politici imputati. Ed è
piuttosto curioso che a impartire le nuove direttive ai consulenti, lui
compreso, sia proprio uno dei suoi 'clienti' più illustri. Possibile
che il Garante Franco Pizzetti abbia designato proprio Chiaravalloti
come relatore, in barba al suo plateale conflitto d'interessi? Forse la
scelta è caduta su di lui per la competenza maturata in fatto di
indagini giudiziarie (a carico). O magari per le sue doti profetiche.
In una telefonata intercettata due anni fa con la segretaria,
Chiaravalloti così parlava i De Magistris: "Questa gliela
facciamo pagare. Lo dobbiamo ammazzare. No, gli facciamo cause civili
per danni e ne affidiamo la gestione alla camorra napoletana... Saprà
con chi ha a che fare... C'è quella sorta di principio di Archimede: a
ogni azione corrisponde una reazione... Siamo così tanti ad avere
subìto l'azione che, quando esploderà, la reazione sarà adeguata!.
Vedrai, passerà gli anni suoi a difendersi". Infatti De Magistris è
stato trasferito dal Csm lontano da Catanzaro. I pm che l'hanno
rimpiazzato hanno subito revocato ogni incarico a Genchi. In compenso
l'indagato Chiaravalloti continua imperterrito a vice-garantire la
nostra privacy, e soprattutto la sua. E ora dà perfino gli ordini ai
consulenti dei giudici. Giustizia è fatta.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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