La Rivista
Marco Travaglio
I Mastella's | I Mastella's |
|
|
|
|
di Marco Travaglio - 29 agosto 2008
Nemmeno un commento. Allora s’è
trasferito in Abruzzo, proponendo un “patto” al Pd per una candidatura
innovativa (la sua), come se il Pd abruzzese non avesse abbastanza noie
giudiziarie. Infatti, nessuna risposta. “La campagna elettorale
dell’Udeur inizia da Ovindoli”, ha annunciato indomito in un comizio
dinanzi a se stesso. Anche la sua signora, Sandrina Lonardo, indagata a
Napoli per tentata concussione e dunque regolarmente al suo posto di
presidente del consiglio regionale della Campania, miete successi a
piene mani. La Cassazione ha appena respinto il suo ricorso contro
l’ordinanza del Gip di Napoli, che le aveva trasformato gli arresti
domiciliari (disposti al Gip di S.M.Capua Vetere) in obbligo di dimora,
poi revocato. La signora chiedeva di dichiarare quel provvedimento
infondato, per farsi risarcire dallo Stato i danni per l’ingiusta
detenzione. Purtroppo la Corte ha stabilito che la detenzione era
giusta e “tutte infondate” erano le sue lagnanze, condannandola a
pagare le spese processuali: avevano ragione i pm e i giudici di Santa
Maria, vilipesi da Mastella & C. come “macchiette politicizzate” e
complottarde. Purtroppo, a parte qualche cittadino armato di
microscopio elettronico, nessuno ha saputo della sentenza, relegata in
alcuni trafiletti comparsi su un paio di quotidiani (dai principali tg,
invece, silenzio di tomba). La sentenza -integrale sul blog
www.voglioscendere.it- illustra il sistema clientelare illegale messo
in piedi dai Mastella’s. E fa a pezzi le scombiccherate teorie con cui
fior di politici e commentatori assolsero l’allora ministro della
Giustizia e i suoi cari nella standing ovation in Parlamento e in
decine di editoriali. La tesi è nota: raccomandare e lottizzare non è
reato perché “così fan tutti” e se i magistrati se ne occupano
“invadono il campo” della politica. Secondo la Cassazione invece
“sussistono i gravi indizi di colpevolezza richiesti dall’ art.273 Cpp
sull’ipotizzato reato di tentata concussione”. Lady Mastella è
“accusata di avere, nella sua qualità di presidente del Consiglio
regionale della Campania, in concorso con il marito Clemente Mastella”
e di altri esponenti Udeur, “tentato di costringere Luigi Annunziata,
direttore generale dell’azienda ospedaliera S.Sebastiano di Caserta,
nominato nel 2005 su indicazione dell’Udeur, a sottostare alle
indicazioni del partito”. Ma Annunziata rifiuta e nomina gente brava,
anziché di partito. Apriti cielo. “Quello è un uomo morto”, strilla la
signora al telefono col consuocero. E tenta di “defenestrarlo”, “anche
con una campagna di stampa”. Nell’aprile 2007 promuove un’interpellanza
Udeur “con cui si chiedono spiegazioni al governo regionale circa il
possesso dei requisiti dell’Annunziata per la nomina a dg”. Poi però
l’interpellanza viene congelata: “la Lonardo e gli altri coindagati
fanno giungere all’Annunziata un messaggio di possibile
riconciliazione, facendogli intendere che l’interpellanza può essere
ritirata qualora nomini De Falco e Viscusi, ‘graditi’ alla Lonardo,
primari di neurochirurgia e cardiologia del S.Sebastiano. Annunziata
non accetta l’imposizione. In risposta, la Lonardo ripropone
l’interpellanza”. E incontra l’assessore alla Sanità per far cacciare
Annunziata. “Nella ricostruzione appaiono tutti gli elementi
costitutivi del reato di concussione. L’abuso consiste nella
strumentalizzazione da parte dell’ indagata dei suoi poteri di
presidente del Consiglio regionale: in tale veste ha esercitato in
maniera distorta le attribuzioni del suo ufficio, piegandone finalità e
obiettivi per interessi particolari, estranei all’interesse pubblico,
violando i principi di imparzialità e buon andamento
dell’amministrazione pubblica posti dall’art. 97 della Costituzione”,
il tutto per “rafforzare la presenza del partito nelle istituzioni
pubbliche, perpetuando una politica di occupazione e spartizione
clientelare nei posti di responsabilità nelle pubbliche
amministrazioni, secondo criteri di appartenenza politica e non di
competenza tecnica”. Ecco perché è stata arrestata e dovrebbe risarcire
lo Stato, anzichè batter cassa dallo Stato. Ed ecco perché si vuole
riformare la Giustizia e la Costituzione.
Ora d'Aria L'UNITA' |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |