Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow La Rivista arrow News arrow Non piu' a La Torre l'aeroporto di Comiso
Non piu' a La Torre l'aeroporto di Comiso PDF Stampa E-mail

pio-la-torre-cancellato-web1.jpg


di Dora Quaranta – 28 agosto 2008
Comiso (Ragusa).
Cancellata l’intitolazione a Pio La Torre dell’aeroporto di Comiso. D’ora in poi tornerà a portare il nome di Vincenzo Magliocco, generale dell’Aeronautica morto in Spagna nel 1936.




La decisione, assunta dalla giunta di Comiso, è stata giustificata dal sindaco secondo cui è <<più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città>>. Il sindaco di centro destra, eletto nel giugno scorso, Giuseppe Alfano, ha aggiunto che in base ad un sondaggio non piace ai cittadini l’intitolazione al segretario del Pci, La Torre, ucciso dalla mafia nell’82 e stabilita il 30 aprile dello scorso anno dal precedente governo di centrosinistra.
Tante le critiche sollevate da questo provvedimento. <<Un fatto gravissimo oltre che stupido>> lo ha definito il deputato del Pd Giuseppe Lumia che ha poi aggiunto: <<Non si può cancellare in una democrazia il contributo originale e innovativo che Pio La Torre diede al cambiamento della Sicilia. Pagò con la sua vita la lotta contro la mafia e l’impegno contro i missili di Comiso fu un passaggio essenziale che nessuno può cancellare. L’odierno aeroporto nacque proprio da quella grande intuizione, intuizione che oggi descriveremmo come la ricerca di un rapporto solido tra la dimensione della legalità e dello sviluppo, che è una sfida aperta che ancora oggi deve trovare nella politica fatti coerenti e autorevoli>>.
Per Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi Pio La Torre, si tratta di una decisione insensata e rozza, un’offesa contro tutto il popolo di Comiso perché <<ne disconosce l’impegno storico nel movimento per la pace e contro i missili, lede la memoria civile dei siciliani e degli italiani>>. In realtà, fa notare Lo Monaco, la vecchia intestazione non è mai stata cancellata né messa in discussione: <<Così come il Punta Raisi è stato contestato a Falcone e Borsellino, l’aeroporto di Comiso si chiama Magliocco-Pio La Torre. Pertanto l’atto di togliere un martire di mafia appare ancora più gratuito e pericoloso>>.
Sonia Alfano, presidente dell’Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia, parla di un ottimo servizio reso alla mafia <<che da sempre mira non solo ad eliminare fisicamente le proprie vittime ma anche a cancellarne l’esempio>>.

 

Articoli correlati:

VI RACCONTO PIO LA TORRE

DIFFICILE AMMAZARLO DUE VOLTE PIO LA TORRE


 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6439
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2911340

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg