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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Martedi' di sangue sotto l'Etna
Martedi' di sangue sotto l'Etna PDF Stampa E-mail

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di Marco Benanti - 27 agosto 2008

Tre colpi di pistola calibro 7,65, due alla nuca, in un angolo di un quartiere popolare, quello di Nesima, alla periferia cittadina: così è finita la “carriera” di Sebastiano Fichera, 37 anni, ucciso, ieri sera, a Catania.

Un agguato in stile mafioso che ha posto fine alla vita di un personaggio – secondo gli investigatori - emergente della mala catanese, cresciuto nell’ambito del gruppo “Sciuto-Tigna”, uno dei clan che rappresentano la costellazione criminale ruotante attorno alla famiglia dominante, che resta quella Santapaola-Ercolano.
A Catania, si torna, quindi, a sparare, dopo un periodo di relativa “pax mafiosa”. Ieri mattina, era toccato a Giuseppe Bosco, “gambizzato” nel quartiere popolare di San Cristoforo: Bosco, già arrestato dai carabinieri di Messina nell’ambito dell’operazione “Segugio” contro un traffico di droga, dai primi rilievi pare sia cugino di Fichera. Dai primi riscontri, comunque, non emerge un collegamento fra i due fatti di sangue. Normali “regolamenti di conti” o altro?
Sorvegliato speciale, Fichera aveva precedenti penali legati alle estorsioni. Il 21 agosto del 2001, la polizia lo aveva arrestato nel corso di un’operazione antiracket: Fichera, con due altri complici, vicini al clan Sciuto, era stato accusato di chiedere il pizzo ad alcuni stabilimenti balneari.
Pochi mesi e per Fichera arrivarono nuovi guai: nell’ambito dell’operazione “Game Over”, così definita perché i mafiosi si sedevano allo stesso tavolo per decidere come “dividersi” le zone cittadine. Fra gli arrestati, anche Fichera, allora detenuto.
Nel maggio del 2003 altra retata della polizia per la cosiddetta “Operazione Idra”: circa quaranta arresti per droga ed appalti, tra questi ancora Fichera (assolto, poi, in primo grado, nel novembre del 2005).
Un emergente, insomma, che, martedì sera, si è recato, con un potente scooter, in una delle vie interne del degradato quartiere di Nesima, dove probabilmente era fissato un appuntamento, rivelatosi poi fatale. Dopo l’omicidio, attorno al corpo, riverso davanti alla saracinesca di un vecchio capannone, si è raccolta una folla di curiosi. Con loro, anche i familiari della vittima: scene strazianti, urla, malori improvvisi, che hanno anche richiesto l’intervento di un medico. Indagini sono in corso da parte della polizia di Stato.

 

Bollettino criminale catanese
Catania, 27 agosto 2008


Sette omicidi irrisolti in poco meno di due anni. Prima di Sebastiano Fichera, viene ucciso, il 13 luglio scorso, Carmelo Zito, 37 anni, fratello di un sorvegliato speciale. Emerge, comunque, un movente non ricollegabile a questioni mafiose.
La notte del 17 maggio scorso, viene ammazzato Carmelo Monaco, 38 anni, ucciso mentre rientra a casa, nel quartiere di Nesima. L’omicidio, inizialmente annoverato dagli inquirenti come delitto di matrice mafiosa e stato poi declassato a punizione da parte di qualcuno. Un piccolo sgarro, insomma.
Ecco, di seguito, l’elenco degli omicidi degli ultimi due anni.
9 giugno 2006: Domenico Farina, 56 anni, ritenuto inserito nel clan Pillera-Cappello viene ucciso in un agguato in via Pietro Platania, nel quartiere San Cristoforo, con diversi colpi di arma da fuoco al torace e alla testa, mentre è in moto.
20 novembre 2006: Giuseppe Sciotti, 47 anni, pluripregiudicato e sorvegliato speciale, viene ucciso sotto gli occhi della figlioletta di 4 anni, rimasta miracolosamente illesa.
Il delitto avviene nel rione Nesima di Catania, nei pressi della scuola media "De Roberto" dove Sciotti aveva appena accompagnato l'altra figlia dodicenne.
28 febbraio 2007: nella tarda serata, nel quartiere Librino, Michelangelo Lauria, 18 anni, figlio di Gaetano, cade vittima di un agguato mortale.
Il giovane, atteso sotto la sua abitazione dai killer che gli sparano al torace, è vittima di una vendetta trasversale tra clan mafiosi della zona. Il padre Gaetano in passato, secondo gli investigatori, faceva parte del clan dei Cursoti, mentre più di recente sarebbe passato al clan avversario dei Mazzei.
3 giugno 2007: Giambattista Motta, secondo gli investigatori esponente di spicco del clan Mazzei-Motta viene assassinato, mentre è a bordo di un scooter, dopo un lungo inseguimento tra le vie del rione San Cristoforo.
4 novembre 2007: Rinaldo Suraniti, 52 anni, viene ucciso con diversi colpi di arma da fuoco, forse una pistola, dinanzi la sua abitazione a due passi dalla centrale via Etnea. Suraniti era stato arrestato nel dicembre del '93 nell'ambito della operazione “Orsa Maggiore” contro esponenti del clan Santapaola; nel novembre del 2005 era stato arrestato da agenti della squadra mobile assieme ad altre due persone nell'ambito di una operazione antiestorsione.
2 dicembre 2007: Salvatore Gueri, pregiudicato di 30 anni, è a bordo della propria auto, nel quartiere di San Cristoforo, quando viene affiancato da un'altra vettura dalla quale partono diversi colpi di pistola. Secondo gli investigatori l'omicidio sarebbe maturato in ambienti criminali legati allo spaccio di droga.
M.B.
 
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    Gioco criminale

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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