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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow L'aeroporto di Comiso cambia nome
L'aeroporto di Comiso cambia nome PDF Stampa E-mail

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27 agosto 2008
Comiso (Ragusa)
La giunta di Comiso ha deliberato il ripristino del vecchio nome dell'aeroporto che torna a essere intitolato al generale dell'Aeronautica Vincenzo Magliocco, morto in Africa nel 1936.

La precedente intitolazione a Pio La Torre, il parlamentare del Pci ucciso dalla mafia nell'82, era stata decisa il 30 aprile dello scorso anno, quando l'allora sindaco di centrosinistra, Pippo Digiacomo, organizzò una cerimonia per i 25 anni dell'assassinio di La Torre, a cui presero parte i ministri del governo Prodi, Massimo D'Alema e Alessandro Bianchi, atterrati a Comiso con un Airbus, insieme al presidente dell'Enac Vito Riggio. "Come annunciato in campagna elettorale - dice il neo sindaco di centrodestra Giuseppe Alfano, eletto a giugno - abbiamo ripristinato la denominazione dell'infrastruttura che ere stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939. Non vogliamo mettere in discussione la figura e gli straordinari meriti di La Torre, ucciso dalla mafia che non gli perdonava di essere stato l'ispiratore della legge Rognoni-La Torre, ma riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città". "Come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo - dice il sindaco -, l'intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini". ANSA

AEROPORTI: COMISO; FAVA, SINDACO COMISO RAGIONA COME MAFIOSO
27 agosto 2008
Palermo
. "Sottraendo alla propria città la memoria di Pio La Torre, il sindaco di Comiso ragiona come un mafioso". Lo dice Claudio Fava, europarlamentare Pse, coordinatore nazionale Sinistra democratica, dopo la decisione del sindaco di Comiso di cambiare il nome del nuovo aeroporto. "La Torre - aggiunge - morì di mafia anche per le sue battaglie in Sicilia contro l'istallazione dei missili cruise. Intitolargli, tardivamente, quell'aeroporto era stato un modo per rimediare a troppi anni di silenzio. La decisione adesso di cancellare il nome di Pio La Torre ha tutta la forza simbolica d'una violenza mafiosa: negare i morti, negare la memoria, parlar d'altro".
ANSA


AEROPORTI: COMISO; LUMIA, NACQUE DA INTUIZIONE LA TORRE
27 agosto 2008
Palermo
- "Togliere il nome di Pio La Torre all'aeroporto di Comiso è un fatto gravissimo oltre che stupido". Lo dichiara, il deputato siciliano del Pd Giuseppe Lumia. "Non si può cancellare in una democrazia il contributo originale e innovativo che Pio La Torre diede al cambiamento della Sicilia - aggiunge - Pagò con la sua vita la lotta contro la mafia e l'impegno contro i missili di Comiso fu un passaggio essenziale che nessuno può cancellare. L'odierno aeroporto nacque proprio da quella grande intuizione, intuizione che oggi descriveremmo come la ricerca di un rapporto solido tra la dimensione della legalità e dello sviluppo, che è una sfida aperta che ancora oggi deve trovare nella politica fatti coerenti e autorevoli".
ANSA


AEROPORTI: COMISO; CENTRO PIO LA TORRE, DECISIONE ROZZA
27 agosto 2008
Palermo
. "La decisione del sindaco e della giunta di centrodestra di Comiso di proporre la cancellazione dell'intitolazione dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre appare insensata e rozza". Lo dice il presidente del Centro studi Pio La Torre, Vito Lo Monaco. "Essa offende prima di tutto il popolo di Comiso perché - aggiunge - ne disconosce l'impegno storico nel movimento per la pace e contro i missili, lede la memoria civile dei siciliani e degli italiani i quali, unitariamente, dai comunisti ai socialisti e ai cattolici, dai sindacati al movimento pacifista, con la forte presenza dell'Ars e degli enti locali, diedero vita, negli anni '80, a quel forte movimento per la distensione che fu concausa dell'uccisione di Pio La Torre per mano mafiosa". Il Centro Pio La Torre fa appello a tutti i cittadini di Comiso e alle forze politiche e sociali democratiche "affinché si mobilitino per impedire un gratuito atto di revisionismmo storico". "Per inciso la vecchia intestazione non è mai stata messa in discussione né cancellata - conclude Lo Monaco -, così come il Punta Raisi è stato cointestato a Falcone e Borsellino, l'aeroporto di Comiso si chiama Magliocco-Pio la Torre. Pertanto l'atto di togliere un martire di mafia appare ancora più gratuito e pericoloso".
ANSA 

 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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