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Russia:"Pronti a reagire con misure militari" | Russia:"Pronti a reagire con misure militari" |
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Gli Usa, la Germania e la Francia hanno bollato come inaccettabile la decisione sulle due repubbliche separatiste, mentre la Gran Bretagna ha addirittura invocato «la più larga coalizione possibile contro l'aggressione russa in Georgia ». Se da un lato si minacciano misure concrete contro la Russia, dall'altro si afferma di non temere «un ritorno alla Guerra Fredda». Medvedev ha cercato di prevenire le reazioni invitando «i partner internazionali» a esaminare serenamente le ragioni russe in una lettera inviata direttamente ai principali leader occidentali prima dell'annuncio del riconoscimento (sicuramente Bush, Berlusconi, Merkel e Sarkozy). Poi ha concesso due interviste televisive per spiegarsi, ma le sue parole sono state viste come un nuovo elemento di tensione. Il decreto presidenziale è stato firmato da Medvedev dopo un vertice del Consiglio di Sicurezza, al quale ha partecipato naturalmente anche il primo ministro Vladimir Putin. Quindi il presidente russo è apparso in tv. «Non avevamo altra scelta che questa per salvare delle vite umane», ha detto. «Non abbiamo paura di una nuova Guerra Fredda, anche se noi non la vogliamo di certo. Tutto oggi dipende dai partner internazionali, se comprenderanno le motivazioni che sono dietro la nostra decisione ». Il presidente russo ha poi rinnovato le sue critiche alla Georgia: «Saakashvili ha scelto il genocidio per attuare i suoi piani... la Georgia voleva raggiungere lo scopo di assorbire l'Ossezia del Sud eliminando un'intera nazione». La Russia si è anche impegnata a difendere in futuro i due Stati «sovrani»: «In caso di attacco presteremo l'aiuto adeguato». Se in Ossezia e Abkhazia la decisione è stata accolta con festeggiamenti (il presidente osseto ha annunciato di voler bere in piazza un'intera bottiglia di vino da tre litri), nel resto del mondo ha suscitato ulteriori preoccupazioni. L'ex presidente sovietico Gorbaciov ha parlato del rischio di «una nuova frattura» e della «minaccia di un cataclisma mondiale». All'inviato russo presso la Nato Rogozin la situazione addirittura «ricorda il 1914», alla vigilia della prima Guerra Mondiale. Le giustificazioni della Russia, che si richiama al precedente del Kosovo del febbraio scorso, non sono state accettate dall'Occidente. George W. Bush l'ha bollata come «una decisione irresponsabile che rende più grave la tensione e complica le trattative diplomatiche». Il presidente americano ha aggiunto: «Ci aspettiamo che la Russia rispetti i suoi impegni internazionali e segua il piano in sei punti concordato». Per il nostro ministro degli Esteri Frattini, è «un riconoscimento unilaterale che non ha un quadro di legalità internazionale alle spalle». Per la Cancelliera Angela Merkel «è un fatto assolutamente inaccettabile», anche se bisogna mantenere aperti i canali di comunicazione con la Russia. Pure la Francia ha condannato la decisione e ha aggiunto che la Ue esaminerà le conseguenze di ciò che è avvenuto al consiglio straordinario di lunedì prossimo. Ma cosa può fare l'Occidente? Le sanzioni sembrano escluse e, comunque, Mosca le ritiene inefficaci: «Nessuno ha mai raggiunto i suoi obiettivi politici con questo metodo», ha detto sprezzante il ministro degli Esteri Lavrov. Per il resto sembra che sia Mosca ad avere il coltello dalla parte del manico: la Nato ha bisogno della Russia in Afghanistan e l'Europa non può fare a meno del gas siberiano. Tratto da: Corriere della Sera |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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