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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Russia:"Pronti a reagire con misure militari"
Russia:"Pronti a reagire con misure militari" PDF Stampa E-mail

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di Fabrizio Dragosei - 27 Agosto 2008
Mosca.
La Russia risponderà all'istallazione del sistema missilistico americano nell' Europa dell'Est con «misure militari», visto che le armi che saranno basate in Polonia «innegabilmente costituiscono una minaccia».

 L'annuncio è stato dato in un'intervista dal presidente russo Dmitrij Medvedev che poco prima aveva ufficialmente riconosciuto l'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, suscitando proteste internazionali e timori perché i rapporti con l'Occidente non sono mai stati così tesi da molti anni. Come risposta militare agli intercettori Usa, il Cremlino ha in mente missili nell'enclave di Kaliningrad e in Bielorussia oltre a testate nucleari multiple su ogni razzo.
Gli Usa, la Germania e la Francia hanno bollato come inaccettabile la decisione sulle due repubbliche separatiste, mentre la Gran Bretagna ha addirittura invocato «la più larga coalizione possibile contro l'aggressione russa in Georgia ». Se da un lato si minacciano misure concrete contro la Russia, dall'altro si afferma di non temere «un ritorno alla Guerra Fredda».
Medvedev ha cercato di prevenire le reazioni invitando «i partner internazionali» a esaminare serenamente le ragioni russe in una lettera inviata direttamente ai principali leader occidentali prima dell'annuncio del riconoscimento (sicuramente Bush, Berlusconi, Merkel e Sarkozy). Poi ha concesso due interviste televisive per spiegarsi, ma le sue parole sono state viste come un nuovo elemento di tensione.
Il decreto presidenziale è stato firmato da Medvedev dopo un vertice del Consiglio di Sicurezza, al quale ha partecipato naturalmente anche il primo ministro Vladimir Putin. Quindi il presidente russo è apparso in tv. «Non avevamo altra scelta che questa per salvare delle vite umane», ha detto.
«Non abbiamo paura di una nuova Guerra Fredda, anche se noi non la vogliamo di certo. Tutto oggi dipende dai partner internazionali, se comprenderanno le motivazioni che sono dietro la nostra decisione ». Il presidente russo ha poi rinnovato le sue critiche alla Georgia: «Saakashvili ha scelto il genocidio per attuare i suoi piani... la Georgia voleva raggiungere lo scopo di assorbire l'Ossezia del Sud eliminando un'intera nazione». La Russia si è anche impegnata a difendere in futuro i due Stati «sovrani»: «In caso di attacco presteremo l'aiuto adeguato».
Se in Ossezia e Abkhazia la decisione è stata accolta con festeggiamenti (il presidente osseto ha annunciato di voler bere in piazza un'intera bottiglia di vino da tre litri), nel resto del mondo ha suscitato ulteriori preoccupazioni. L'ex presidente sovietico Gorbaciov ha parlato del rischio di «una nuova frattura» e della «minaccia di un cataclisma mondiale». All'inviato russo presso la Nato Rogozin la situazione addirittura «ricorda il 1914», alla vigilia della prima Guerra Mondiale. Le giustificazioni della Russia, che si richiama al precedente del Kosovo del febbraio scorso, non sono state accettate dall'Occidente.
George W. Bush l'ha bollata come «una decisione irresponsabile che rende più grave la tensione e complica le trattative diplomatiche». Il presidente americano ha aggiunto: «Ci aspettiamo che la Russia rispetti i suoi impegni internazionali e segua il piano in sei punti concordato». Per il nostro ministro degli Esteri Frattini, è «un riconoscimento unilaterale che non ha un quadro di legalità internazionale alle spalle». Per la Cancelliera Angela Merkel «è un fatto assolutamente inaccettabile», anche se bisogna mantenere aperti i canali di comunicazione con la Russia. Pure la Francia ha condannato la decisione e ha aggiunto che la Ue esaminerà le conseguenze di ciò che è avvenuto al consiglio straordinario di lunedì prossimo. Ma cosa può fare l'Occidente? Le sanzioni sembrano escluse e, comunque, Mosca le ritiene inefficaci: «Nessuno ha mai raggiunto i suoi obiettivi politici con questo metodo», ha detto sprezzante il ministro degli Esteri Lavrov. Per il resto sembra che sia Mosca ad avere il coltello dalla parte del manico: la Nato ha bisogno della Russia in Afghanistan e l'Europa non può fare a meno del gas siberiano.

Tratto da: Corriere della Sera 
 
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