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Narcotraffico: i colombiani cambiano strategia | Narcotraffico: i colombiani cambiano strategia |
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di Dora
Quaranta – 23 agosto 2008
Napoli. Un sequestro ingente di cocaina purissima è stato effettuato ieri dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Napoli. Intorno alle 20 i militari dell’Arma, con il supporto degli specialisti del Gis, hanno fatto irruzione in un appartamento di Poggiomarino nel napoletano. 100 chili di cocaina, divisa in 125 panetti, erano nascosti in ananas di cera per un valore all’ingrosso di quattro milioni di euro e di circa 40 milioni di euro al dettaglio. Il blitz della scorsa notte è scattato dopo tre anni di indagini. Sono stati arrestati Umberto Romano, 41 anni e Josuè Munoz Reyes, 28 anni, chiamato “el comandante”, ex militare colombiano e membro del cartello di Medellin. Secondo gli inquirenti Romano sarebbe legato agli Scissionisti di Secondigliano ed avrebbe creato in Colombia una società di export di frutta esotica come copertura al traffico di cocaina. In ogni carico Romano introduceva una parte di ananas di cera contenente ognuno 800 grammi di coca che prima della distribuzione veniva separata dai frutti veri. Reyes svolgeva il ruolo di ispettore. Residente da diversi anni a Barcellona il militare colombiano compiva spostamenti in tutta Europa, controllava i carichi della droga colombiana e i luoghi destinati alla conservazione della cocaina da dove veniva poi smerciata per la camorra, la ‘ndrangheta e Cosa Nostra. La cocaina dal porto di Guayaquil (Ecuador) giunge in Spagna e da lì ai porti del nord Italia dove i controlli antidroga sono meno assillanti rispetto a quelli campani. Le indagini hanno fatto registrare una importante novità: i colombiani hanno fondato basi operative in Italia, Spagna, Olanda, <<importano autonomamente la cocaina – ha spiegato il coordinatore della Dda Franco Roberti – accollandosi rischi e costi del trasporto e della logistica, ma vendendo la droga a 40 mila euro al chilo piuttosto che a 5 mila, prezzo al quale erano soliti venderla in patria>>. Non occorre più quindi che la camorra invii i suoi affiliati sulle alture sudamericane, ora i colombiani portano la droga in Europa loro stessi accollandosi i rischi del trasporto e della logistica e vendendo la coca a 40.000 euro al chilo anziché a 5.000 come accadeva prima in Colombia. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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