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Rassegna Stampa
Russia: "Pronti a fare a meno della Nato". | Russia: "Pronti a fare a meno della Nato". |
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Medvedev, in un colloquio con l'ambasciatore russo presso la Nato, ha aggiunto però che difficilmente si arriverà a questi estremi, ma ha riconosciuto che «le relazioni sono peggiorate di molto in seguito al conflitto della Georgia in Sud Ossezia» e che la Russia «sta considerando varie opzioni nei rapporti con la Nato. La Nato ha più interesse della Russia alla cooperazione. Se non ha intenzione di cooperare, per noi non ci sarà nulla di terribile».
MOZIONE - Intanto lunedì entrambe le Camere del
Parlamento russo hanno approvato un documento che sostiene il riconoscimento da
parte di Mosca delle repubbliche separatiste di Abkhazia e Ossezia del sud. Il
partito del premier Vladimir Putin, che ha la maggioranza al Parlamento russo,
si era detto favorevole a riconoscere l'indipendenza delle due regioni che la
scorsa settimana si erano rivolte a Mosca per chiedere il riconoscimento della
secessione da Tbilisi. Secondo la legge russa, però, il presidente non è
obbligato a riconoscere il pronunciamento del Parlamento.
FRATTINI, «CAUTELA SU INDIPENDENZA OSSEZIA» - Nel
prendere atto del voto a favore del riconoscimento da parte del Cremlino
dell'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, il ministro degli Esteri Franco
Frattini ha rivolto all'omologo russo, Serghei Lavrov, un invito alla cautela in
considerazione della delicatezza dell'attuale situazione nella regione. È quanto
si legge in un comunicato della Farnesina che riferisce di una conversazione
telefonica tra i due diplomatici. Unione europea e Stati Uniti si sono più volte
espressi per il mantenimento dell'integrità territoriale della
Georgia.
TRANSDNISTRIA - Il presidente russo ha dichiarato
che gli avvenimenti in Ossezia del sud sono «un avvertimento serio per tutte le
parti in altri conflitti congelati». Medvedev lo ha dettto ricevendo a Soci, sul
mar Nero, il presidente moldavo Vladimir Voronin. La Moldova, ex repubblica
dell'Urss, ha un «conflitto congelato» in casa, nella regione russofona del
Transdnistria, ma sembra propensa a risolvere la questione per via negoziale.
Voronin ha detto che il suo Paese è pronto a usare «coraggio e energie per non
permettere un aggravarsi della situazione attorno alla regione contesa, e non
permettere la ripetizione di quanto è successo in Ossezia del sud».
«GEORGIA COME I NAZISTI» - I due presidenti delle
regioni separatiste sono intervenuti alle riunioni del Parlamento di Mosca. Il
leader sudosseto, Eduard Kokoity, ha affermato che «Ossezia del Sud e Abkhazia
hanno motivi più forti, sia dal punto di vista giuridico che politico,
all'indipendenza di quanti ne abbia avuti il Kosovo». L'abkhazo Sergei Bagapsh
ha affermato che «Abkhazia e Ossezia del sud non vivranno mai più con la Georgia
nello stesso Stato». Il presidente del Parlamento russo, Boris Grizlov,
intervenendo a una mostra fotografica dal titolo «Ossezia del sud: cronaca di un
genocidio», ha paragonato l'attacco della Georgia all'aggressione nazista del
1941 contro l'Urss.
Tratto da: Corriere della Sera online |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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