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Russia e America ora e' battaglia spaziale PDF Stampa E-mail

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di Pietro Del Re - 24 agosto 2008
Mosca.
L'onda lunga della crisi nel Caucaso potrebbe investire anche gli astronauti americani. Perchè ciò avvenga basterà che il Congresso degli Stati Uniti impedisca l'acquisto da parte della Nasa di passaggi a bordo della Soyuz russa, e a loro mancherà il mezzo per arrivare nello spazio.




Gli ultimi voli delle tre navicelle americane, gli Space shuttles, sono infatti previsti per il 2010. Il loro successore, la capsula Orion, non decollerà prima del 2015. Perciò, per questi cinque anni di transizione, l'agenzia spaziale di Houston aveva previsto di rivolgersi ai russi, che con la Soyuz avrebbero trasportato gli astronauti americani sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), la cui costruzione sarà ultimata proprio nel 2010.
Tuttavia, affinché la Nasa possa firmare un accordo con la sua omologa russa, è necessario che il Congresso approvi l'emendamento di una legge del 2000. Questa legge vieta alle agenzie federali di stipulare contratti con paesi che hanno contribuito al programma nucleare iraniano e nordcoreano: la Russia è uno di questi. Il voto di un tale emendamento aveva già suscitato un violento dibattito al Senato di Washington ben prima che, due settimane fa, scoppiasse la guerra russo-georgiana. «Mi stupirebbe che fosse approvato: in campagna elettorale gli Stati Uniti non accetteranno mai di regalare milioni di dollari a una Russia sempre più aggressiva e il cui premier Putin si comporta come uno zar», sostiene il senatore democratico, Bill Nelson. Quindi, dal 2011 gli Stati Uniti non avrebbero più modo di raggiungere la Stazione spaziale. I costi del programma orbitale si aggirano attorno ai 100 miliardi di dollari, in gran parte sborsati dagli Stati Uniti.
Secondo Vincent Sabatier, studioso del Center for strategic and international studies di Washington, è probabile che i russi cercheranno di trarre beneficio da questa situazione, anche nel caso di un'approvazione dell'emendamento. «Potrebbero, per esempio, impedire l'accesso agli americani a bordo della Stazione spaziale invocando problemi tecnici», dice Sabatier. Ma la Nasa è meno pessimista. In un comunicato rilasciato ieri, annunciava che «sebbene le tensioni tra i governi potrebbero ripercuotersi ad ogni livello, noi crediamo di poter continuare a contare sulla Soyuz per le attività sulla Stazione spaziale». Michael Griffin, direttore dell'agenzia spaziale americana, ha invece espresso preoccupazioni per il futuro. Sostiene Griffin: «Il fatto allarmante è che tra due anni per raggiungere la Stazione dipenderemo solo dalla Soyuz». E sarà così per cinque lunghi anni.

Tratto da: La Repubblica
 
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