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“Hiram”: le ammissioni di Licata | “Hiram”: le ammissioni di Licata |
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Secondo i pm Asaro, Guido e Padova della Dda palermitana che coordinano l’inchiesta scattata il giugno scorso, boss di Cosa Nostra sarebbero riusciti a far ritardare alcuni processi affinché cadessero in prescrizione tramite la compiacenza di iscritti alla massoneria. Licata avrebbe ammesso: <<Sì, mi arrivavano carte, atti e io li giravo a Roma, nell’ambito dell’attività della mia loggia massonica. Certo, c’erano anche le richieste che riguardavano i processi. Ma io non mi rendevo conto che si trattava di condizionare giudizi, di ritardare atti giudiziari>>. Agli atti dell’inchiesta vi sono le intercettazioni delle conversazioni tra Licata ed il faccendiere umbro Rodolfo Grancini, anch’egli coinvolto nell’operazione “Hiram”. Il primo marzo del 2007 Licata diceva al faccendiere: <<Ma Rodolfo, forse… Rodò, Rodò, Rodò, con questi non possiamo noi scherzare, Rodò!>> riferendosi al fatto che la sera prima si era incontrato con Michele Accomando, mazarese, arrestato anch’egli nell’ambito della stessa operazione. <<Cioè qua – aggiungeva Licata – non ci sono santi che tengono, non c’è qua né Nicola né Antonio Calì né cazzi né mazzi, questi sono quelli di Castelvetrano che gli abbiamo dato la certezza per agosto!>>. Per l’accusa le intercettazioni alludono all’interessamento di boss mafiosi trapanesi per favorire con la prescrizione Giovanbattista Agate condannato per appropriazione indebita. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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