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Rassegna Stampa
Mafia, Lo Nigro sfugge all'arresto | Mafia, Lo Nigro sfugge all'arresto |
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Lo Nigro, era ricercato perché colpito dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo siciliano il 19 febbraio scorso, su richiesta della locale Dda nell'ambito dell'operazione "Addio pizzo", scaturita a seguito dell'arresto dei noti latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo, poichè ritenuto responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione. Teatro della vicenda il lungomare di Siderno, nella locride, dove il latitante insieme alla fidanzata stava trascorrendo le vacanze in un appartamento, nei pressi della stazione ferroviaria. Il latitante, in compagnia della fidanzata e del gestore di un lido, è stato individuato da due carabinieri, insospettiti dall'atteggiamento "guardingo" dei tre, che appena notata la presenza dei militari dell'Arma hanno tentato una rocambolesca fuga. In manette sono finiti il gestore del lido "Tropical" di Siderno A. F. di 37 anni e la fidanzata del latitante L.D.G., 27 anni, impiegata di Palermo. I due incensurati, sono stati rinchiusi presso il carcere di Reggio Calabria, a disposizione dell'autorità giudiziaria. All'identificazione di Lo Nigro, invece, si è arrivati per una patente contraffatta ritrovata, nel corso di una perquisizione all'interno dell'appartamento dove i due fidanzati trascorrevano le vacanze. La trasmissione della fotografia ai comandi dell'arma di tutta Italia, ha permesso di identificare il pericoloso latitante che è tutt'ora ricercato in tutto il territorio della provincia reggina. Questa operazione conferma i legami tra le cosche locali di 'ndrangheta e quelle della mafia palermitana, che, oltre a fare affari in comune, si scambiano anche favori nella protezione dei reciproci latitanti. Apcom |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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