Dossier
Marco Travaglio
I dolori del giovane Letta | I dolori del giovane Letta |
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di Marco Travaglio - 22 agosto 2008
La prima è notevole, specie per un
politico di 42 anni: affidare un partito neonato a un signore di 72,
coetaneo del premier. La seconda ricorda il 'fàmolo strano' di Carlo
Verdone: opporsi a Berlusconi, ma senza opporsi. Il Cavaliere ha
stra-rivinto le elezioni, ha approvato la Finanziaria in 9 minuti
netti, s'è autoimmunizzato dai processi in 25 giorni, dispone di una
maggioranza schiacciante e di una opposizione inesistente, prende
applausi persino quando finge di spazzare Napoli con la ramazza (passo
successivo, come da profezia di D'Alema, lo scolapasta in testa).
Intanto dal Pd si librano Amato e Bassanini, atterrano nei pressi di
statisti come Alemanno e Calderoli e vincono l'oro nello sport
nazionale del salto sul carro del vincitore. In questo panorama Letta
jr. che t'inventa? La fine del berlusconismo, ergo
dell'antiberlusconismo. Senza accorgersi che proprio chi parla di
antiberlusconismo dimostra la vitalità del berlusconismo. L'ha detto
Gianrico Carofiglio a 'L'espresso': "Il Cavaliere è padrone di tutto,
anche delle parole". I democratici Usa sono contro Bush, i popolari
spagnoli contro Zapatero, i socialisti francesi contro Sarkozy. Ma
nessuno s'interroga sull'antibushismo, antizapaterismo, antisarkozismo
delle opposizioni. In Italia, oltretutto, l'establishment di
centrosinistra non è mai stato antiberlusconiano. Mentre Silvio &
C. fabbricavano calunnie contro i leader del centrosinistra (campagne
anti Di Pietro, commissioni Telekom Serbia e Mitrokhin) o tentavano
ribaltoni comprando ministri e senatori, l'altra parte predicava il
dialogo. Per cinque volte Berlusconi è stato eletto sebbene
ineleggibile: nel '96 e nel 2006 la maggioranza di centrosinistra
ratificò la sua elezione illegittima. La fine dell'antiberlusconismo
data almeno dal 7 luglio '95, quando Berlusconi, Previti e Letta senior
furono invitati al congresso del Pds. "Basta demonizzare l'avversario",
disse D'Alema, "basta cultura del nemico. Col Polo ci vuole rispetto e
dialogo sulle regole". "Basta uso strumentale della magistratura", fece
eco Veltroni, "mai più alleanze contro Berlusconi". Infatti, nel
1996-2001 e nel 2006-2008, Ulivo e Unione vararono tutte le leggi
contro la Giustizia richieste dal Cavaliere, promosso padre costituente
in Bicamerale, ed evitarono di risolvere il conflitto d'interessi e di
attuare le sentenze della Consulta sull'antitrust tv. Il giovane Letta,
politicamente più anziano dello zio Gianni, c'era già. Vuol essere così
gentile da indicarci quando mai il centrosinistra fu antiberlusconiano?
Se poi si dovesse scoprire che non lo è mai stato, il Pd potrebbe
provare a diventarlo almeno una volta. Tanto per cambiare un po'. E
vedere di nascosto l'effetto che fa.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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