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Beni confiscati: scandalo in Calabria | Beni confiscati: scandalo in Calabria |
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di Dora
Quaranta – 22 agosto 2008 Le indagini delle forze dell’ordine hanno preso avvio nel 2006 dopo la constatazione che a Reggio in un edificio confiscato nel 1997 al boss Pasquale Condello e passato quindi in proprietà del Comune risiedevano ancora i familiari del mafioso. Sono iniziate allora verifiche sui beni confiscati alla ‘ndrangheta e i risultati emersi sono sconcertanti: amministratori comunali incompetenti, parentele di tecnici ed assessori con boss mafiosi, complicità varie; su 803 immobili confiscati, fino al 16 maggio 2006, 307 sono stati consegnati dall’Agenzia del Demanio ai Comuni e <<dai primi accertamenti – si legge nel rapporto dei Ros – è emerso che parte degli immobili sono stati assegnati ad enti o associazioni di impegno sociale con notevole ritardo, cioè solo alcuni anni dopo la loro presa in consegna. Alcuni non sono stati mai assegnati ad alcun ente, con iter procedurali avviati e mai conclusi, pertanto inutilizzati. Altri ancora sono risultati in uso e/o nella disponibilità dei soggetti nei cui confronti si è proceduto alla confisca o dei loro familiari>>. Trascorrono ben 15 anni in Calabria dal momento in cui scatta l’individuazione del bene al suo sequestro fino alla confisca e alla sua assegnazione. Tra i soggetti denunciati dai carabinieri vi sono il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti (An), il magistrato Giuseppe Adornato, l’ex colonnello della Guardia di Finanza e assessore alla polizia urbana di Reggio Graziano Melandri. In tutta la provincia di Reggio sono diffusi i ritardi nell’assegnazione e nell’uso dei beni. Solo tre comuni sono risultati in regola: Platì, Maropati, Fiumara. Le inadempienze sono state riscontrate nel capoluogo, a Gioia Tauro, ad Africo, a Melito Porto Salvo, a Siderno, a Palmi, Rosarno, Villa San Giovanni, ecc. A San Luca in un terreno confiscato ad Antonio Pelle, latitante detto “Gambazza”, si sarebbe dovuto realizzare un centro sociale invece, scrivono i carabinieri, sulle case di quel fondo <<erano stati eseguiti alcuni lavori di manutenzione non portati a termine. Se ne desume che tali immobili non sono stati ancora utilizzati per le finalità cui erano destinati>>. Un assessore donna della passata legislazione è emerso che è la moglie di un <<pregiudicato per traffico di sostanze stupefacenti e armi>>, fratello di un pericoloso latitante della zona. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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