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Mafia, Caruso striglia i politici | Mafia, Caruso striglia i politici |
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Resterà a Palermo fino all´ultimo giorno possibile. Lunedì mattina sarà già questore di Roma ma domani sera all´esordio del nuovo Palermo alla Favorita contro il Ravenna non ci rinuncia. E d´altra parte quella di avere una delle tifoserie più corrette e uno degli stadi meglio gestiti d´Italia è uno dei suoi fiori all´occhiello. Certo, nella storia della polizia, Giuseppe Caruso sarà ricordato per ben altro. È suo il record delle catture di superlatitanti di Cosa nostra, da Bernardo Provenzano a Totuccio Lo Piccolo. Due colpi che, insieme ad una lunga serie di operazioni della squadra mobile, da "Grande Mandamento" a "Gotha" fino ai vari tronconi di "Addiopizzo", hanno dato colpi senza precedenti all´organizzazione mafiosa azzerandone i vertici ma portando in carcere anche gregari e manovalanza. «Dal punto di vista mediatico - ha detto ieri Caruso facendo un bilancio dei suoi tre anni e nove mesi alla guida della questura di Palermo - il più grande successo è stato certamente la cattura di Bernardo Provenzano, dopo 43 anni di latitanza. Ma dal punto di vista investigativo mi ha quasi dato più soddisfazione l´irruzione nel covo del boss Totuccio Lo Piccolo, che ci era sfuggito per un soffio qualche mese prima. È stato come giocare al gatto con il topo. Quando abbiamo arrestato Francesco Franzese nell´agosto dell´anno scorso in una villa a Partanna Mondello, eravamo convinti di trovare Lo Piccolo. Da quel momento c´è stata una grande tensione nervosa fino a quando abbiamo trovato il covo. È stata una grande soddisfazione». Successi che ancora ieri Caruso ha voluto dividere con tutti i funzionari e gli investigatori della squadra mobile, spiegando così quella che ha definito la sua mossa vincente. «Quando sono arrivato a Palermo ho trovato fratture e incomprensioni e ho capito che c´era qualche ingranaggio che andava oleato. La prima cosa che ho fatto è stata quella di creare un nucleo specializzato, collocandolo però in una struttura diversa dalla squadra mobile. E i risultati sono arrivati grazie al lavoro di tutti». Ma la cosa che più di tutte sembra aver dato soddisfazione a Caruso è la risposta di imprenditori e commercianti che, faticosamente e seppure in numero ancora limitato, dopo l´arresto dei Lo Piccolo, hanno finito con il rispondere ai suoi appelli alla collaborazione. «Quella che si è realizzata a Palermo sul fronte della lotta al racket può essere definita una svolta epocale. Fino a qualche anno fa i commercianti e gli imprenditori che erano disposti a denunciare si potevano contare sulle dita di una mano, oggi sono diverse decine. Un numero rilevante che segnala un´inversione di tendenza». Ai cittadini, alla cosiddetta società civile, al mondo delle associazioni va il plauso del questore che invece non ha risparmiato qualche critica a politici ed amministratori: «Quello che oggi possiamo dire è che lasciamo una Palermo sicuramente migliore. Purtroppo c´è ancora una stasi politico-amministrativa che deve essere rimossa. Alcune istituzioni hanno marciato velocemente, altre sono andate a rilento. Bisogna invece viaggiare tutti alla stessa velocità, altrimenti si rischia di tornare indietro. Ci sono politici che hanno mani e piedi legati: devono avere coraggio e agire in assoluta libertà». Al nuovo questore che si insedierà lunedi, Alessandro Marangoni, Caruso ha un avvertimento da dare: «Sotto il profilo del contrasto alla criminalità l´emergenza forse è stata superata. Gestire la normalità adesso è paradossalmente più difficile». L´ultimo appello del questore che si definisce palermitano d´adozione è per i palermitani:» Rivolgo un invito a tutti i cittadini onesti, che sono la stragrande maggioranza, a considerarsi protagonisti della lotta alla criminalità». LA REPUBBLICA / PALERMO |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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