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Rassegna Stampa
'Ndrangheta: scandalo beni confiscati | 'Ndrangheta: scandalo beni confiscati |
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22 agosto 2008 Le indagini hanno avuto inizio nel 2006 quando il Ros accerto' che a Reggio Calabria in uno stabile confiscato con sentenza definitiva nel 1997 a Pasquale Condello, e divenuto ormai di proprieta' del Comune, vivevano ancora i familiari del boss. I carabinieri decisero di avviare verifiche sui beni confiscati alle cosche. Dalle indagini e' emerso che i ritardi nell'assegnazione e nell'utilizzo dei beni sono un fenomeno diffuso in tutta l'area della provincia di Reggio ad esclusione di tre comuni tra cui Plati', il cui consiglio e' stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Per le persone indagate l'ipotesi di reato e' omissione d'atti d'ufficio con l'aggravante di aver portato dei benefici alle organizzazioni mafiose. Nell'informativa Ros c'e' una scheda per ogni indagato nella quale sono riportati eventuali precedenti penali, iscrizioni a logge massoniche e frequentazioni con esponenti della criminalita' organizzata. ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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