Informazione
Rassegna Stampa
Il coraggio di Paolo Borsellino | Il coraggio di Paolo Borsellino |
|
|
|
Pagina 1 di 3
di Antonino Di Matteo - 19 luglio 2008 Conservo indelebile il ricordo dell’entusiasmo e dell’emozione che provai quando durante l’uditorato conobbi personalmente Paolo Borsellino e constatai immediatamente l’enorme carica umana che sapeva trasmettere anche ai colleghi più giovani. Ho impressa nella memoria la sensazione di sgomento e di angoscia che mi assalì al momento in cui appresi la notizia della strage e che mi indusse d’istinto, in quel terribile 19 luglio 1992 (stavo facendo il tirocinio mirato ed ero già stato assegnato alla procura della Repubblica di Caltanissetta), a venire in questo Palazzo, nei corridoi della Procura dove ebbi modo di respirare quell’aria di rabbia, di desolazione, di disperazione che ammorbava veramente questo intero Palazzo di Giustizia. Ricordo quando, solo dopo un anno di esperienza alla procura di Caltanissetta, il procuratore Tinebra che oggi è presente e ne sono contento, ritenne di farmi entrare in quel ristretto gruppo di magistrati che seguivano le indagini e i dibattimenti per le stragi. Ero entusiasta e orgoglioso di potere fare parte di quel gruppo e di poter dare il mio contributo, sentivo forte il peso della responsabilità, della gravosità e dell’impegno, avevo la coscienza dei miei limiti, la paura di non essere all’altezza, la paura anche di poter essere eventualmente strumentalizzato. Ho lavorato per sei lunghi anni a quelle indagini ed è stata l’esperienza, professionale ed umana che più mi ha segnato. Ricordo tutto di quei momenti, di quei processi, perché tutto vivevo con l’intensità, la passione, l’emozione di chi scopre giorno per giorno quanto sia faticoso ma allo stesso tempo esaltante il difficile cammino di ricerca di verità così complesse come quella sulle stragi.
Bene, in quel periodo, in quegli anni dell’immediato post-stragi era
tangibile il grande impegno dello Stato in tutte le sue articolazioni
per scoprire e processare gli esecutori, gli autori della strage. Gli
uffici giudiziari di Caltanissetta vennero messi nelle condizioni di
lavorare al meglio, con un grande dispiego di forze ed energie da parte
del Ministero per la organizzazione del supporto ai magistrati. Vennero
applicati magistrati esperti provenienti da altra sede, si avvertiva lo
spasmodico e prioritario impegno di tutte le Forze di Polizia per
quelle indagini. Si respirava la viva attenzione dei mass media e
quindi dell’opinione pubblica. |
|||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |