Dossier
Marco Travaglio
La bomba venusiana | La bomba venusiana |
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di Marco Travaglio - 14 agosto 2008 Ultimamente, soprattutto quando annunciava urbi et orbi la morte del suo cane o collegava l'arresto di Del Turco alla storica inimicizia tra Pci e Psi, l'avevamo un po' preso in giro. Ma ora, dopo lo strepitoso editoriale sulla strage di Bologna, abbiamo finalmente capito la sua diabolica manovra. Lui non crede a una parola di quel che scrive: le spara sempre più grosse apposta per vedere fin dove può arrivare la deriva revisionista del 'Corriere della Sera'.
Sinora nessuno se n'era accorto, tant'è che gli avevano sempre pubblicato
tutto. Così ha deciso di esagerare, anche rispetto ai suoi notevoli standard di
delirio. Ha esordito elogiando Rossana Rossanda e gli altri esponenti della
"sinistra radicale" che non credono alla colpevolezza dei neofascisti
Fioravanti, Mambro e Ciafardini (condannati in Cassazione), rifuggendo dalla
"visione ideologica della storia" e dall'"ortodossia ufficiale" comunista. Fin
qui tutto normale, a parte il fatto che non si capisce cosa c'entrino
l'ideologia e l'ortodossia con le otto sentenze sulla strage.
Poi Ostellino fa una capatina in Urss, nella "Berlino del 1953", nell'"Ungheria del 1956", nella "Praga del '68", che per lui sono intercalari fissi: li cita anche in gelateria, quando ordina un doppio cono. Poi il colpo da maestro: "Oggi, come dice Paolo Guzzanti.". Qualunque cosa dica Guzzanti su Bologna o su qualsiasi altro argomento, è chiaro che qui si cela la trappola ostelliniana. Pare di vederlo, il vecchio Piero, tutto compiaciuto davanti al computer: "Ora gli cito Guzzanti, così finalmente lo capiranno al 'Corriere' che li sto prendendo per i fondelli".
Guzzanti è il leggendario presidente della commissione Mitrokhin che
pendeva dalle labbra del 'superconsulente' Mario Scaramella a proposito del
ruolo-chiave di
Romano Prodi nel Kgb e nel delitto Moro. Scaramella, per un'altra impresa truffaldina, ha poi patteggiato quattro anni per calunnia. Ma che dice Guzzanti? Che "alla sentenza per la strage di Bologna nessuno crede". E Ostellino lo cita come un ipse dixit. Ora, è mai possibile che, tra le Sezioni unite della Cassazione e Guzzanti, uno sano di mente scelga Guzzanti? Anche un bambino fiuterebbe la provocazione e gli farebbe uno squillo: "Scusa, Piero, ma ti senti bene?". Invece niente: anche stavolta il 'Corriere' pubblica tutto. Così i lettori apprendono dalla penna di Ostellino che la Rossanda, contestando la sentenza di Bologna, "si sottrae all'uso strumentale delle verità giudiziarie e si interroga in piena libertà su cosa sia realmente accaduto", mentre "la sinistra ufficiale (cioè, par di capire, la Cassazione, ndr.) resta preda dell'obiettivo di delegittimare chi governa (Fioravanti e Mambro, com'è noto, sono ministri, ndr.)". È una bella idea, comunque: sottrarre i processi per strage alle corti d'Assise e di Cassazione per affidarli a Ostellino, giudici a latere Rossanda e Guzzanti. Ne verrà fuori che la bomba a Bologna la piazzarono i Venusiani. La sentenza la pubblicherà il 'Corriere', a puntate. Ma, stavolta, dopo ampio dibattito.
l'Espresso
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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