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Tensione tra Russia ed Usa PDF Stampa E-mail

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16 agosto 2008
Tiblisi.Il presidente russo, Dmitry Medvedev, ha sottoscritto il piano di pace per la Georgia messo a punto dall'Unione europea. Lo hanno reso noto fonti di stampa russe.Tutto questo accade mentre truppe e blindati russi restano posizionati a circa 45 chilometri da Tbilisi ...

e controllano sempre le periferie di Gori. Resta in piedi dunque il punto interrogativo sull’applicazione della tregua. In particolare, sui tempi del ritiro russo, dilatati sino ad ora dal cosiddetto «punto cinque» dell’accordo mediato dall’Ue, che prevede eventuali «misure speciali» da parte dei russi per garantire la sicurezza di singole aree.

L'ACCORDO - Il piano patrocinato dalla presidenza francese dell'Ue prevede il cessate il fuoco, la rinuncia all'uso della forza, il libero accesso degli aiuti umanitari e il ritorno delle forze armate georgiane nelle località in cui erano abitualmente dispiegate. Contemporaneamente le truppe russe di ritireranno fino alla linea esistente prima del conflitto, anche se potranno adottare misure di sicurezza addizionali in attesa della messa a punto dei meccanismi pensati dalla comunità internazionale. Previsto anche l'avvio di un confronto per decidere come garantire la sicurezza delle due regioni separatiste ed è proprio su questo punto che ci sono le divergenze più significative: la Georgia spera nel dispiegamento di una forza di pace internazionale, mentre Mosca ribadisce la necessità di trovare uno status per Ossezia del Sud e Abkhazia. «Il piano non prevede un nuovo status politico» ha detto la Rice mettendo in chiaro la posizione di Washington, «perché le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riconoscono l'integrità territoriale della Georgia». Ma secondo il presidente russo, Dmitry Medvedev, «dopo quello che è successo difficilmente osseti e abkhazi vorranno vivere nella stessa nazione con i georgiani».

L'ACCORDO- L’amministrazione americana ha fatto sapere che il Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha ricevuto dirette assicurazioni dal collega russo Sergei Lavrov, sull’intenzione di «applicare fedelmente l’accordo» per il cessate il fuoco. E anche Mosca si permette una sottolineatura: il documento inoltrato dagli Usa è identico a quello firmato al Cremlino dai leader separatisti di Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Prima che lo sottoscrivesse Saakashvili.

SUL CAMPO
- Intanto durante gli scontri la forza di interposizione russa ha catturato più di cento blindati georgiani, tra cui 65 carri armati. Secondo il colonnello Igor Konashenkov, sono finiti in mani russe 5 sistemi antiaerei Osa, 15 blindati per il trasporto truppe Bmp-2, numerosi pezzi di artiglieria D-30, e corazzati di fabbricazione ceca e statunitense. «Perlopiù» ha aggiunto Konashenkov, «si tratta di mezzi prodotti o ammodernati in Ucraina». Sequestrate anche 2.000 armi leggere e una grande quantità di munizioni.

GORI - La Russia ha smentito sabato mattina l’ingresso di sue truppe nella cittadina termale di Borzhomi, circolata sui media georgiani. Tank russi e autoblindo restano invece sulla strada per Tbilisi, a meno di cinquanta chilometri dalla capitale, anche se la circolazione non è bloccata. I cingolati russi sono stati visti anche nei pressi dei villaggi di Kaspi e Lamiskana, più a nord. Il ministero georgiano degli Interni accusa i soldati russi di facilitare l’ingresso di miliziani sud-osseti, che penetrano in territorio georgiano per compiere saccheggi. I russi continuano a presidiare l’ingresso principale di Gori, dove è arrivato il patriarca Ilia II, capo spirituale della chiesa ortodossa georgiana. L’automobile con a bordo il capo della chiesa georgiana è entrata nella città bombardata nei giorni scorsi dall’aviazione russa in corteo con varie ambulanze e accompagnata dalle truppe russe. Come riportano le agenzie di stampa moscovite, Ilia II ha lanciato un appello al «collega» russo Aleksei II, il patriarca ortodosso di Mosca, affinchè anche lui si rechi a Gori e nei villaggi attorno al capoluogo sud-osseto Tskhinvali, per accelerare le operazioni di evacuazione dei feriti e dei morti. Strategicamente posizionata tra Ossezia del Sud e la capitale georgiana Tbilisi, Gori è diventata il centro del braccio di ferro russo-georgiano dopo la fine del conflitto aperto. Il ritiro dei russi segnerà de facto la «vera» fine della guerra.

DISTRUTTO PONTE - Intanto il ministero dell'Interno georgiano ha affermato sabato che le truppe russe hanno fatto saltare in aria, un ponte ferroviario a circa 45 km dalla capitale georgiana Tbilisi. Il portavoce del ministero, Shota Utiashvili, ha dichiarato che i soldati russi hanno distrutto il ponte nella regione di Kaspi, a ovest di Tbilisi, «paralizzando la rete ferroviaria georgiana». Ma Mosca ha smentito: «Si tratta di un ennesimo bluff informativo georgiano. I militari russi non distruggono le infrastrutture della Georgia ma la inducono alla pace. Se avverrà qualcosa del genere in futuro, sarà una provocazione georgiana», ha dichiarato all'agenzia Itar-Tass una fonte di alto livello del ministero della difesa. Ma al di là della smentita una troupe di Reuters tv ha constatato che un ponte è stato distrutto sulla principale linea ferroviaria a ovest della capitale georgiana Tbilisi.

Tratto da: Corriere della sera online





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