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Medvedev: "Stop alle operazioni militari" PDF Stampa E-mail

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12 agosto 2008
Tbilisi
. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha annunciato la fine delle operazioni militari nelle regioni separatiste georgiane, Abkhazia e Ossezia del sud.



«Sulla base del vostro rapporto ho deciso di concludere l’operazione per costringere le autorità georgiane alla pace», ha dichiarato il leader del Cremlino durante un incontro con il capo dello Stato maggiore e con il ministro della Difesa, affermando che lo scopo dell'operazione bellica è ormai stato raggiunto. Lo riferiscono le agenzie russe. L'annuncio di Medvedev è arrivato mentre gli abitanti di Tbilisi udivano una forte esplosione. Al momento non si conosce l’origine dell’esplosione e non si sa se ci sono vittime. Non si ferma dunque l'offensiva anti-georgiana della Russia. In mattinata il presidente della Georgia, Michail Saakashvili, in collegamento da Tbilisi con la Cnn a Washington ha tuttavia fatto sapere che «la Georgia non si arrenderà mai». Dopo aver ribadito le sue accuse nei confronti della «invasione» da parte della Russia, Saakashvili ha aggiunto: «La Georgia non si arrenderà mai. Perchè noi combattiamo per la nostra libertà e il prezzo da pagare tornando indietro sarebbe troppo alto. Vorrebbe dire la perdita della libertà, un sentimento che i georgiani hanno conosciuto per decenni e che non possono sopportare. Per questo dico che la Georgia non si arrenderà mai». Dal canto suo il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha detto che Mosca non ha mai pensato di far cadere qualcuno, sottolineando tuttavia che se il presidente georgiano Mikhail Saakashvili se ne andasse sarebbe meglio. 

RAID SU GORI - Nel frattempo aerei russi hanno nuovamente bombardato la città di Gori che lunedì era stata occupata dalle truppe russe. Tra le vittime ci sarebbe anche un corrispondente della tv olandese. Lo ha riferito l’ambasciatore olandese a Tbilisi. 

ABKHAZIA - Intanto le forze secessionistiche dell'Abkhazia hanno lanciato una nuova offensiva contro le truppe governative georgiane attestate nell'alta gola di Kodori, una vallata che, a differenza della quasi totalità del territorio della piccola Repubblica ribelle, rimane ancora sotto il controllo di Tbilisi. Lo hanno reso noto fonti del ministero della Difesa abkhazo, secondo cui l'attacco è scattato alle 6 del mattino locali, le 4 in Italia. L'emittente televisiva russa «Vesti-24» nel frattempo ha riferito che sulle alture circostanti la valle di Kodori sono in corso intensi combattimenti, e che l'intera zona è bombardata dagli aerei dei separatisti. 

SARKOZY - Sul fronte diplomatico il presidente francese Nicolas Sarkozy è partito alla volta di Mosca, dove cercherà di mediare, nella sua qualità di attuale titolare della Presidenza semestrale di turno dell'Unione Europea, per convincere la Russia ad accettare un cessate-il-fuoco in Georgia. L'aereo con a bordo Sarkozy è decollato dall'aeroporto militare di Tolone, sulla costa provenzale, dove al momento dello scoppio della crisi il capo dell'Eliseo stava trascorrendo un periodo di vacanza. La sua tappa successiva sarà Tbilisi, dove nel tardo pomeriggio vedrà l'omologo georgiano Mikhail Saakashvili. Intanto i presidenti di Polonia, Ucraina e dei tre stati baltici di Lituania, Lettonia e Estonia si recheranno in giornata a Tbilisi per esprimere il loro sostegno alla Georgia, ormai in guerra aperta con la Russia per il controllo sulle due regioni separatiste dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia. 
 

Tratto da: corriere.it  
 

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