| Preso in Spagna il latitante Patrizio Bosti |
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di Maria Loi - 11 agosto 2008 Dopo il loro arresto Bosti era rimasto il solo a gestire il cartello criminale che si è radicato in Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera, Austria e Spagna e persino in Australia, Stati Uniti e Canada. E’ un arresto eccellente quello del boss Patrizio Bosti rintracciato grazie ad un Rolex del valore di 85mila euro fatto solo per lui. Quando è stato catturato era a cena con una quindicina di persone in un lusuosissimo ristorante di Plaja de Aro nella Costa Brava. Aveva 24 mila euro in tasca e la sua audi coupè R8 del valore di 100mila euro parcheggiata vicino al locale. Da anni il boss si era trasferito in Spagna dove conduceva una vita molto agiata. E in Spagna il boss faceva anche grandi affari. Secondo gli investigatori della Dna di Napoli il latitante gestiva i traffici di cocaina tra il Sud america e l’Italia. Bosti aveva lasciato il carcere e l’Italia nell’agosto del 2005. Era in prigione da tre anni con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso e di un duplice omicidio, quello dei fratelli Antonio e Gennaro Giglio compiuto nel 1984 quando ci fu la guerra di camorra tra il clan di Edoardo Contini e i clan Giuliano e Mozzarella. Ha anche precedenti per traffico di stupefacenti, armi, usura ed estorsione. Dopo una condanna in primo e in secondo grado, la Cassazione aveva annullato la sentenza e aveva disposto un nuovo processo. Nel frattempo Bosti lascia il carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare seguendo le orme di tanti altri boss. Le inchieste di questi anni attestano che la Spagna è da anni il rifugio di tanti latitanti legati alle organizzazioni criminali che sulla Costa Brava e sulla Costa del sol hanno investito nell’edilizia, nella droga, nel commercio e nel turismo. Qui sono stati arrestati i boss Raffaele Amato, Armando Orlando e Natale Suarino, sempre qui aveva intenzione di rifugiarsi Emiliano Zapata Misso, un pezzo da novanta della mala del Vesuvio. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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