Informazione
Rassegna Stampa
Le truppe russe entrano in Georgia | Le truppe russe entrano in Georgia |
|
|
|
Pagina 1 di 2
LA RISPOSTA DI MOSCA - La maggior parte dell'operazione «per costringere la Georgia alla pace è stata portata a termine e ora il capoluogo sudosseto Tskhinvali è sotto il controllo della forze russe», aveva detto in mattinata il presidente della Russia, Dmitri Medvedev, ma evidentemente mancava ancora qualcosa. La Russia ha chiesto alla Nato un incontro straordinario martedì a Bruxelles ma il primo ministro russo Vladimir Putin ha accusato gli Usa di intervenire in Georgia. Secondo il premier russo aerei americani stanno infatti riportando in Georgia le truppe di stanza in Iraq e richiamate da Saakashvili. PROTEZIONE - «I peacekeeper russi continueranno a proteggere i loro concittadini. Faremo anche in futuro tutto il possibile per difendere la vita e la dignità dei cittadini russi», ha aggiunto nel suo discoso Medvedev, al quale ha replicato Saakashvili: «Il 90% delle vittime georgiane sono civili. L'ho visto con i miei occhi. Per Dio, bisogna fermarli!». Saakashvili ha confermato che i rappresentanti dell’Ue si recheranno lunedì sera a Mosca per tentare di convincere le autorità russe ad accettare il cessate il fuoco. A Mosca martedì si recherà anche Sarkozy. La Russia «non ha come obiettivo lo deposizione di Saakahsvili. Il suo destino è nella mani del popolo georgiano», ha sottolineato un portavoce del ministero russo degli Esteri. Lunedì pomeriggio forze russe sono penetrate per 40 km in Georgia dall'Abkhazia «per impedire nuovi attacchi contro l'Ossezia», la riorganizzazione delle forze georgiane e la concentrazione dei riservisti. ABKHAZIA - In mattinata il ministero della Difesa russo aveva intimato alle forze georgiane in Abkhazia, la provincia separatista georgiana filorussa, di deporre le armi. «Invito» respinto dalla Georgia. L'ultimatum riguarda le truppe georgiane presenti nella zona di interposizione vicina al confine con l'Abkhazia, circa 1.500 uomini armati pesantemente e bene equipaggiati delle brigate speciali di polizia che, secondo Mosca, si stanno concentrando in quella zona. «La richiesta di deporre le armi è stata fatta per evitare un'escalation inaccettabile del confronto armato, tenendo presente la possibilità di provocazioni violente da parte georgiana», ha aggiunto un portavoce del ministero russo. La Russia ha incrementato il proprio dispiegamento militare in Abkhazia: secondo il generale Alexander Novitsky, comandante del contingente d'interposizione russo, Mosca ha ormai schierato un'intera sotto-divisione di paracadutisti, per un totale di oltre 9 mila uomini, appoggiata da più di 350 mezzi corazzati. Ma il portavoce del ministro georgiano dell'Interno ha detto che le forze georgiane non deporranno le armi, e ha rigettato l'ultimatum. Il capo della forza russa in Abkhazia, Sergei Chaban, ha riferito che l'ultimatum è scaduto alle 8 ora italiana. «Tutte le necessarie misure di rinforzo saranno attuate», ha affermato.
«RIUSCIREMO A DIALOGARE CON
I RUSSI» - In queste ore tuttavia il presidente georgiano Saakashvili
si è detto «certo che Georgia e Russia riusciranno a trovare i modi
per regolare il conflitto in corso». Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass
citando una conferenza stampa dopo l'incontro fra Saakashvili e gli
inviati di Francia e Finlandia. Bernard Kouchner, capo della diplomazia
francese, ha annunciato alla radio Rtl che il presidente Sarkozy sarà
martedì a Mosca per «tentare di finalizzare» un accordo di cessate
il fuoco. I ministri degli Esteri dei Paesi del G7 hanno esortato la
Russia ad accettare il cessate il fuoco immediato chiesto dalla Georgia.
Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano.
BOMBE SU TBILISI - Non si fermano
intanto i bombardamenti russi su Tbilisi. All'alba un obiettivo militare
nella periferia della capitale georgiana e un villaggio sono finiti
nel mirino dei raid moscoviti. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero
georgiano dell’Interno. Poi è stata la volta del monte Makhata, che
sovrasta la città ad appena 5 chilometri dal centro: l'obiettivo era
un'installazione radar per il controllo del traffico aereo. Non si è
avuta notizia di vittime. «L'obiettivo della Russia non è l'Ossezia
del Sud, ma tutta la Georgia e la sua rotta energetiche e non si fermerà
finché non ci avrà conquistato», ha ammonito Saakahvili. «I russi
sono comandati da Putin che dirige personalmente le operazioni militari». |
||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |