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Le truppe russe entrano in Georgia
Pagina 2

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11 agosto 2008 
Tblisi
- Una lezione, è quella che il Cremlino ha deciso di impartire alla Georgia e al suo presidente Saakashvili e, indirettamente, agli Usa e all'Ue.



 
Il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain ha detto che l'obiettivo di Mosca è rovesciare Saakashvili. Il quale ha fatto un appello all'Occidente: «I russi ormai controllano gran parte del Paese, abbiamo bisogno per di più di un sostegno morale». Lunedì mattina Saakashvili ha firmato la tregua sotto gli occhi del ministro francese degli Esteri Kouchner, inviato dell'Ue, e del finlandese Aleksander Stubb, presidente dell’Osce. Rifiutata da Mosca, secondo la quale prima la Georgia deve ritirare tutti i soldati dall'Ossezia del sud e trattare un accordo direttamente con gli osseti. Poi il Cremlino ha dato ordine di entrare in territorio georgiano dall'Abkhazia e dall'Ossezia, secondo Tbilisi conquistando anche Gori - notizia smentita da russi - costringendo l'esercito georgiano a rafforzando la difesa della capitale, che si trova a poche decine di chilometri dalla città dove nacque Stalin. Come ritorsione almeno sei elicotteri georgiani hanno bombardato il capoluogo sudosseto Tskhinvali. 

LA RISPOSTA DI MOSCA - La maggior parte dell'operazione «per costringere la Georgia alla pace è stata portata a termine e ora il capoluogo sudosseto Tskhinvali è sotto il controllo della forze russe», aveva detto in mattinata il presidente della Russia, Dmitri Medvedev, ma evidentemente mancava ancora qualcosa. La Russia ha chiesto alla Nato un incontro straordinario martedì a Bruxelles ma il primo ministro russo Vladimir Putin ha accusato gli Usa di intervenire in Georgia. Secondo il premier russo aerei americani stanno infatti riportando in Georgia le truppe di stanza in Iraq e richiamate da Saakashvili. 

PROTEZIONE - «I peacekeeper russi continueranno a proteggere i loro concittadini. Faremo anche in futuro tutto il possibile per difendere la vita e la dignità dei cittadini russi», ha aggiunto nel suo discoso Medvedev, al quale ha replicato Saakashvili: «Il 90% delle vittime georgiane sono civili. L'ho visto con i miei occhi. Per Dio, bisogna fermarli!». Saakashvili ha confermato che i rappresentanti dell’Ue si recheranno lunedì sera a Mosca per tentare di convincere le autorità russe ad accettare il cessate il fuoco. A Mosca martedì si recherà anche Sarkozy. La Russia «non ha come obiettivo lo deposizione di Saakahsvili. Il suo destino è nella mani del popolo georgiano», ha sottolineato un portavoce del ministero russo degli Esteri. Lunedì pomeriggio forze russe sono penetrate per 40 km in Georgia dall'Abkhazia «per impedire nuovi attacchi contro l'Ossezia», la riorganizzazione delle forze georgiane e la concentrazione dei riservisti. 

ABKHAZIA - In mattinata il ministero della Difesa russo aveva intimato alle forze georgiane in Abkhazia, la provincia separatista georgiana filorussa, di deporre le armi. «Invito» respinto dalla Georgia. L'ultimatum riguarda le truppe georgiane presenti nella zona di interposizione vicina al confine con l'Abkhazia, circa 1.500 uomini armati pesantemente e bene equipaggiati delle brigate speciali di polizia che, secondo Mosca, si stanno concentrando in quella zona. «La richiesta di deporre le armi è stata fatta per evitare un'escalation inaccettabile del confronto armato, tenendo presente la possibilità di provocazioni violente da parte georgiana», ha aggiunto un portavoce del ministero russo. La Russia ha incrementato il proprio dispiegamento militare in Abkhazia: secondo il generale Alexander Novitsky, comandante del contingente d'interposizione russo, Mosca ha ormai schierato un'intera sotto-divisione di paracadutisti, per un totale di oltre 9 mila uomini, appoggiata da più di 350 mezzi corazzati. Ma il portavoce del ministro georgiano dell'Interno ha detto che le forze georgiane non deporranno le armi, e ha rigettato l'ultimatum. Il capo della forza russa in Abkhazia, Sergei Chaban, ha riferito che l'ultimatum è scaduto alle 8 ora italiana. «Tutte le necessarie misure di rinforzo saranno attuate», ha affermato. 

«RIUSCIREMO A DIALOGARE CON I RUSSI» - In queste ore tuttavia il presidente georgiano Saakashvili si è detto «certo che Georgia e Russia riusciranno a trovare i modi per regolare il conflitto in corso». Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass citando una conferenza stampa dopo l'incontro fra Saakashvili e gli inviati di Francia e Finlandia. Bernard Kouchner, capo della diplomazia francese, ha annunciato alla radio Rtl che il presidente Sarkozy sarà martedì a Mosca per «tentare di finalizzare» un accordo di cessate il fuoco. I ministri degli Esteri dei Paesi del G7 hanno esortato la Russia ad accettare il cessate il fuoco immediato chiesto dalla Georgia. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano. 

BOMBE SU TBILISI - Non si fermano intanto i bombardamenti russi su Tbilisi. All'alba un obiettivo militare nella periferia della capitale georgiana e un villaggio sono finiti nel mirino dei raid moscoviti. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero georgiano dell’Interno. Poi è stata la volta del monte Makhata, che sovrasta la città ad appena 5 chilometri dal centro: l'obiettivo era un'installazione radar per il controllo del traffico aereo. Non si è avuta notizia di vittime. «L'obiettivo della Russia non è l'Ossezia del Sud, ma tutta la Georgia e la sua rotta energetiche e non si fermerà finché non ci avrà conquistato», ha ammonito Saakahvili. «I russi sono comandati da Putin che dirige personalmente le operazioni militari». 


 
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