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'Ndrangheta: in Australia maxi sequestro di droga | 'Ndrangheta: in Australia maxi sequestro di droga |
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11 agosto 2008 reso noto venerdi' scorso dalla polizia australiana, che in una serie di irruzioni in quattro diversi stati d'Australia aveva messo in manette le prime 16 persone. L'operazione e' frutto di anni di indagini in collaborazione con la polizia italiana, e secondo gli investigatori gli arrestati comprendono l'elite della 'ndragheta di Plati' trapiantata in Australia. Sarebbe la conferma che decenni dopo il primo insediamento di immigrati calabresi nel distretto rurale di Griffith in Nuovo Galles del sud, l'Onorata societa' mantiene radici potenti. E con la nuova generazione si e' evoluta, stringendo legami con altre reti criminali. La polizia ha recuperato 4,4 tonnellate di pasticche, con un valore al dettaglio pari a 264 milioni di euro. Erano nascoste in piu' di 3.000 barattoli di pomodori, in un container giunto per nave dall'Italia a Melbourne nel giugno 2007. La droga era stata sostituita dagli investigatori con una sostanza inerte e il container tenuto sotto sorveglianza. I personaggi chiave arrestati includono Pasquale Barbaro di 46 anni, ritenuto il principale organizzatore dell'operazione, John William Higgs, barone del traffico di anfetamine e fondatore della banda di motociclisti Black Ulah, e il presunto esponente della mafia libanese Rob Karam, gia' accusato di gestire una rete corrotta di portuali a Melbourne, ma scagionato. Arrestati anche gli associati di Barbaro, Averio Zirilli, Pat Sergi e Domenico Barbaro. L'organizzazione operava con efficienza imprenditoriale, con alleanze legate alle diverse opportunita' di arricchimento. Pasquale Barbaro, che negli anni '90 era stato incriminato per una massiccia piantagione di marijuana nella zona rurale di Griffith e poi scagionato, e' figlio di Francesco Barbaro, nato a Plati' nel 1937, uno degli uomini piu' ricchi di Griffith, nominato in una commissione d'inchiesta come membro dell'organizzazione calabrese responsabile dell'uccisione nel 1977 dell'attivista anti-droga Donald Mackay, che aveva denunciato alla polizia l'esistenza di una piantagione di marijuana, e il cui corpo non fu mai ritrovato. La 'ndrangheta era tornata a fare notizia in Australia nel 2004, quando fu sventata una grossa operazione di traffico di cocaina dalla Colombia: circa 500 chili diretti al porto di Melbourne, celati in blocchi di marmo. La cocaina non fu mai recuperata, nonostante l'insistenza della polizia italiana, secondo cui che aveva raggiunto il porto di Melbourne. Al tempo il pubblico ministero antidroga Salvatore Curcio chiese l'estradizione di quattro italo-australiani, indagati dalla polizia italiana ma non incriminati in Australia, ma la procedura di estradizione si e' arenata. La conferma dei legami con la mafia colombiana e' venuta il mese scorso, quando la dogana ha intercettato un altro container a Melbourne, in cui erano occultati 150 chili di cocaina fra sacchi di caffe': una spedizione che si ritiene organizzata dallo stesso cartello guidato dai Barbaro. Il comandante della polizia federale Mick Keelty ha riferito che l'operazione ha impegnato 400 agenti e sono stati eseguiti raid anche in Belgio, Olanda e Italia, con il sequestro di circa 500 mila euro. Si prevede che l'accusa impieghera' almeno sei mesi per preparare il suo caso, basato su 187 mila ore di intercettazioni telefoniche e altre 3.600 di registrazioni ambientali, in gran parte in dialetto calabrese. ANSA Le foto del sequestro: clicca qui Articoli correlati: - Maxi sequestro d'ecstasy |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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