Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Cronaca arrow Intimidazione di Cosa Nostra al Pm Cannata'
Intimidazione di Cosa Nostra al Pm Cannata' PDF Stampa E-mail

serafina-cannata.jpg

di Laura Bruni - 7 agosto 2008 
Gela.
Il pm Serafina Cannatà, impegnata sul fronte dell'inquinamento industriale e dell' abusivismo, al risveglio ha trovato il portone di casa bruciato, chiara intimidazione di Cosa Nostra, ma lei non molla e afferma: “Non cedo alle minacce, resto in trincea a Gela”.




Non se la sente il magistrato, dopo otto anni di lavoro, di abbandonare i due reduci colleghi pm e un capo motivato, nonostante l'ambiente ostile. Comunque le autorità di pubblica sicurezza le hanno messo a disposizione una scorta, che la segue ovunque, sia nel palazzo di giustizia che nella sua abitazione. La Cannatà precisa: “ Non sono certamente una eroina, io faccio il magistrato e basta, tento di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile. In questa città ho imparato molto dal punto di vista professionale.”; il pm ha condotto decine d'inchieste, tra cui la richiesta di chiusura del petrolchimico, per l'utilizzazione del pet-cocke, rifiuto e non combustibile (questione però sanata da un decreto del governo Berlusconi), “e non ho mai avuto problemi, mai ricevuti messaggi; l'incendio un po' mi turba, ma devo dire che qui gli incendi dolosi sono diventati un normale mezzo di comunicazione”. Il presidente della Repubblica Napolitano ha manifestato solidarietà per l'accaduto ed attenzione al lavoro di tutti i magistrati che lottano contro la criminalità organizzata. E' partito anche un monito dell'Anm; infatti Giovanbattista Tona, presidente della giunta distrettuale di Caltanissetta, ribadisce: “L'ultima intimidazione ripropone drammaticamente il problema della sicurezza sul territorio di Gela, dove tanti cittadini al pari di Cannatà hanno subito azioni analoghe”. E i magistrati di tale provincia denunciano i gravi disagi nel funzionamento degli uffici giudiziari, oggetto di poca attenzione soprattutto da parte delle istituzioni; vi sono vuoti in organico, non ancora colmati, causati da un lato dalle attuali norme che vietano ai giovani magistrati, concluso l'uditorato, di essere nominati pm o giudici monocratici, dall'altro dai pochi incentivi, che non invogliano gli “anziani” magistrati a trasferirsi nelle zone a rischio. Ma ci sono delle eccezioni, come il neo procuratore di Gela, Lucia Lotti e Serafina Cannatà, romane d'origine. Quest'ultima con voce pacata: “Se posso permettermi, vorrei inviare un messaggio al nuovo ministro della Giustizia che si prenda cura di questa e di altre procure minori che lavorano in territori dimenticati e difficili. Io ho grande spirito di sacrificio, ma sono arrivata al limite”. Il ministro alla giustizia Alfano risponde annunciando che nel primo Consiglio dei ministri post-ferie presenterà un provvedimento per dare incentivi economici ai magistrati disponibili al trasferimento nelle sedi disagiate.
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6439
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2908911

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg