| Intimidazione di Cosa Nostra al Pm Cannata' |
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di Laura Bruni - 7 agosto 2008 Non se la sente il magistrato, dopo otto anni di lavoro, di abbandonare i due reduci colleghi pm e un capo motivato, nonostante l'ambiente ostile. Comunque le autorità di pubblica sicurezza le hanno messo a disposizione una scorta, che la segue ovunque, sia nel palazzo di giustizia che nella sua abitazione. La Cannatà precisa: “ Non sono certamente una eroina, io faccio il magistrato e basta, tento di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile. In questa città ho imparato molto dal punto di vista professionale.”; il pm ha condotto decine d'inchieste, tra cui la richiesta di chiusura del petrolchimico, per l'utilizzazione del pet-cocke, rifiuto e non combustibile (questione però sanata da un decreto del governo Berlusconi), “e non ho mai avuto problemi, mai ricevuti messaggi; l'incendio un po' mi turba, ma devo dire che qui gli incendi dolosi sono diventati un normale mezzo di comunicazione”. Il presidente della Repubblica Napolitano ha manifestato solidarietà per l'accaduto ed attenzione al lavoro di tutti i magistrati che lottano contro la criminalità organizzata. E' partito anche un monito dell'Anm; infatti Giovanbattista Tona, presidente della giunta distrettuale di Caltanissetta, ribadisce: “L'ultima intimidazione ripropone drammaticamente il problema della sicurezza sul territorio di Gela, dove tanti cittadini al pari di Cannatà hanno subito azioni analoghe”. E i magistrati di tale provincia denunciano i gravi disagi nel funzionamento degli uffici giudiziari, oggetto di poca attenzione soprattutto da parte delle istituzioni; vi sono vuoti in organico, non ancora colmati, causati da un lato dalle attuali norme che vietano ai giovani magistrati, concluso l'uditorato, di essere nominati pm o giudici monocratici, dall'altro dai pochi incentivi, che non invogliano gli “anziani” magistrati a trasferirsi nelle zone a rischio. Ma ci sono delle eccezioni, come il neo procuratore di Gela, Lucia Lotti e Serafina Cannatà, romane d'origine. Quest'ultima con voce pacata: “Se posso permettermi, vorrei inviare un messaggio al nuovo ministro della Giustizia che si prenda cura di questa e di altre procure minori che lavorano in territori dimenticati e difficili. Io ho grande spirito di sacrificio, ma sono arrivata al limite”. Il ministro alla giustizia Alfano risponde annunciando che nel primo Consiglio dei ministri post-ferie presenterà un provvedimento per dare incentivi economici ai magistrati disponibili al trasferimento nelle sedi disagiate. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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