| Latitanza finita. Arrestato Paolo Nirta. |
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Era considerato il reggente della cosca Nirta – Strangio, coinvolta dal 1991 in una faida sanguinaria contro le famiglie Pellé – Vottari, culminata nel Ferragosto dell’anno passato con la strage di Duisburg. Ad arrestarlo questa mattina i carabinieri dl Gruppo di Locri assieme a quello dello squadrone eliportato dei cacciatori. Nell’abitazione i carabinieri hanno trovato una botola che conduce alla strada sottostante ed un’agenda sulla quale gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Intanto, nei prossimi giorni, Paolo Nirta dovrà comparire davanti al gup che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Dda per lui ed altre 47 persone accusate di fare parte delle cosche Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. Nirta, negli ultimi tempi, avrebbe assunto un ruolo di primo piano all'interno della cosca diventandone il reggente. Questo sarebbe avvenuto dopo l'arresto del fratello, Giovanni Luca (detto Gianluca), e del padre, Giuseppe, ritenuto il boss della cosca. Gianluca era il marito di Maria Strangio, uccisa in un agguato il giorno di Natale del 2006 e "vendicata" proprio a Duisburg. Le parentele di Paolo Nirta, però, non finiscono qui. L'uomo, infatti, è il cognato di Giovanni Strangio, il giovane di 29 anni ricercato da quasi un anno perché accusato di essere uno degli autori della strage di Duisburg. Intanto prosegue il processo “Fehida”. Francesco Strangio, Giovanni Marrapodi, Barbara Rocca, Michele Carabetta, lo stesso Paolo Nirta, Giovanni Strangio, Francesco Napoli, Domenica Nirta hanno chiesto il rito abbreviato. Alla sbarra nel processo ci sono 58 appartenenti e tutti devono rispondere di alcuni episodi della faida. In particolare del raid della notte di Natale del 2006, l'azione criminale sfociata nell'omicidio di Maria Strangio e nel ferimento di tre persone, tra cui un bambino di cinque anni, e l'omicidio di Bruno Pizzata. L’inizio della celebrazione degli abbreviati è stata fissata dal giudice per il prossimo 20 ottobre. Il servizio di SkyTg24 |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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