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Intrallazzi mediatici | Intrallazzi mediatici |
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Per capire le possibili insidie mediatiche occorrerebbe tener presente che tutti i personaggi mediatici sono immagini, costruzioni, non sappiamo fino a che punto vere. Dato che i media di massa sono controllati dal gruppo stegocratico, non è pensabile che tale gruppo abbia interesse a dare il benché minimo spazio a chi si oppone al sistema. D’altronde, occorre tener presente che se fosse troppo evidente che i media sono tutti controllati, le persone svilupperebbero un senso di estraneità eccessivo, che minerebbe il sistema alla radice, sottraendo pericolosamente consenso. Per questo motivo i media appaiono spesso come “neutri”, oppure danno spazio a persone che apparentemente si ergono a critici del sistema, dando un senso di pluralismo e di fiducia. Queste persone sono indispensabili al sistema, ancora di più di quelli palesemente sottomessi, che suscitano sospetto e diffidenza. Ovviamente, i personaggi che criticano e denunciano, non toccheranno mai le pietre miliari su cui si basa il sistema, limitandosi a toccare argomenti dettagliati, relativi all’assurdità del momento, alle beghe politiche, ecc. Per misurare il grado di onestà di un personaggio mediatico bisognerebbe chiedersi: “Chi lo paga?”, “Cosa dice e cosa non dice?”, “In quali canali mediatici viene ospitato?”, “Da chi e in che modo viene “promosso?", "Può un giornalista onesto ignorare ogni riferimento storico e dare le notizie in modo slegato dal contesto storico ed economico?"
Oggi esistono diversi giornalisti
molto preparati sotto tanti punti di vista, ma nel contesto mediatico attuale
essi vengono tenuti fuori, oppure alcuni di essi vengono limitati nelle loro
potenzialità, essendo controllati dall’alto e spesso censurati. (vedi a questo
proposito il video: http://www.youtube.com/watch? Viceversa, esistono altri giornalisti ben inseriti nel sistema, che però intendono suscitare fiducia e si comportano come se non vi appartenessero. Tali personaggi potranno addirittura anche inscenare una loro possibile estraneità al sistema mediatico, lamentando poco spazio oppure tentativi di censura, ma di fatto persino queste loro lamentele godranno di spazio mediatico, mentre i veri esclusi dai media (ad esempio, le persone che lottano per una causa che è contro il sistema, i precari, i centri sociali, le associazioni di lotta per i diritti, gli emarginati, i giovani, i dissidenti, i giornalisti indipendenti, ecc.) non avranno spazio né per le lamentele, né, men che meno, per le proprie istanze. A questo proposito, Mininni parla di “credibilità costruita”, ad intendere il potere mediatico di convincere circa la buona fede di un personaggio, curandosi al contempo di controllare tale personaggio affinché operi all’interno del sistema e, in ultima analisi, nonostante le apparenze, per il sistema. Scrive Mininni: “L’enorme potere dei media risiede nella loro capacità di costruire e diffondere rappresentazioni almeno temporaneamente e parzialmente condivise… (esistono) strategie interpretative degli eventi… tese ad una continua e reciproca risaintonizzazione fra bisogni del lettore e programmi dell’enunciatore…La spettacolarizzazione della politica ha rarefatto la disponibilità di un’informazione seria… I media plasmano le identità personali perché essi sono potenti amplificatori delle capacità umane di sperimentare il mondo e di imbastire rapporti sociali… I media si trasformano in strumenti di dominio, alienando la loro natura di artefatti culturali a gestione condivisa in quella di aziende immateriali asservite all’esercizio di un potere divenuto insensibile ai presupposti della giustizia e della solidarietà”.
Per concludere, osserviamo la complessità e il grado di potere manipolatorio che oggi hanno raggiunto i mass media, grazie agli immensi investimenti che gli stegocrati fanno per scoprire sempre nuovi metodi efficaci a condizionare le menti e il comportamento delle persone. L’unico modo per rendersi sempre meno condizionabili è quello di diventare coscienti dell’esistenza di queste insidie, facendo atto di umiltà nel ritenersi, come tutti, influenzabili. Copyright 2008 - all rights reserved.
Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale di questo articolo, inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Antonella Randazzo. Per la riproduzione integrale o di parti dell'articolo occorre richiedere l'autorizzazione scrivendo all'indirizzo e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
NOTE
1) Riesman David, “La follia solitaria”, Ed. Il Mulino, Bologna 1967, cit. Packard Vance, “I persuasori occulti”, Einaudi 1958, p. 196. 2) Capuano Gloria, “Progetto Informazione per creare un giornalismo di pace”, Edizioni per scuole e Università, Roma 1995, pp. 12-42. 3) Packard Vance, op. cit., p. 215. 4) Packard Vance, op. cit., p. 219. 5) Packard Vance, op. cit., p. 233. 6) Mininni Giuseppe, “Psicologia e media”, Laterza, Bari 2004, p. 27. 7) Mininni Giuseppe, “Psicologia e media”, Laterza, Bari 2004, pp. 28-29. 8) Rapporto Drummond 1935, cit. in Palla Marco, "Il fronte italiano della guerra d'Etiopia. Aspetti e problemi dalle fonti diplomatiche britanniche", Del Boca Angelo (a cura di), Le guerre coloniali del fascismo, Laterza, Roma-Bari, 1991, p. 439. 9) Vigini Giuliano, “L’Italia del Libro”, Milano, Bibliografica, 1990.
10)
http://www.rainews24.rai.it/
11)
http://digilander.libero.it/
12)
http://www.key4biz.it/News/ 13) Mininni Giuseppe, “Psicologia e media”, Laterza, Bari 2004, pp. 63-140.
BIBLIOGRAFIA Capuano Gloria, “Progetto Informazione per creare un giornalismo di pace”, Edizioni per scuole e Università, Roma 1995. Mininni Giuseppe, “Psicologia e media”, Laterza, Bari 2004 Packard Vance, “I persuasori occulti”, 1958, Einaudi. Pratkanis Antony R., Aronson Elliot, “L’età della propaganda”, Il Mulino, Bologna 2003.
Fonte:
http://antonellarandazzo. |
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Gioco criminale |
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di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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