| Contro il racket Addio Pizzo 4 |
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di Dora Quaranta - 1 agosto 2008 <<L’operazione di oggi – ha detto il procuratore Messineo – conclude idealmente un percorso, iniziato con la cattura dei Lo Piccolo e la scoperta del loro archivio. Questo percorso potrebbe avere ancora sviluppi>>. Secondo le indagini a Cinisi il controllo del pizzo era nelle mani di Francesco Briguglio, detto “Trenta grammi”, braccio destro di Gaspare Di Maggio, allo Zen erano attivi: Mario Ferrazzano, Salvatore Mangione, Guido Spina, Roberto La Vardera che, stando al racconto dei pentiti, faceva pervenire il pizzo dei negozi “Giglio” di Palermo. Intanto la Procura ha chiuso l’inchiesta su mandanti ed esecutori di 42 estorsioni e 7 tentate estorsioni e i pm Gozzo, Paci, Viola, Del Bene, Picozzi chiederanno il rinvio a giudizio per 58 mafiosi e 22 commercianti ed imprenditori che non hanno denunciato il racket. Fra i 58 boss vi sono Salvatore Lo Piccolo, i figli Sandro e Calogero e coloro che sono stati indicati come i reggenti dello Zen, di San Lorenzo, di Tommaso Natale e Sferracavallo, di Resuttana, di Carini, di Partanna Mondello: Michele Catalano, Giovan Battista Giacalone, Andrea Gioè, Salvatore Genova, Ferdinando Gallina, Antonio Mancuso, Massimo Giuseppe Troia. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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