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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Ahmadinejad: "Nucleare, noi non ci fermiamo"
Ahmadinejad: "Nucleare, noi non ci fermiamo" PDF Stampa E-mail

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3 agosto 2008
TEHERAN
- L´Iran non risponde all´ultimatum dell´Occidente, che chiede un serio negoziato per fermare il programma nucleare di Teheran. «Non abbiamo mai discusso nè ci siamo mai accordati sulla cosiddetta scadenza di due settimane», ha detto il rappresentante della repubblica islamica presso l´Aiea, Ali Asghar Soltanieh, alla tv pubblica iraniana


 L´Unione europea, però, non dà eccessiva importanza al silenzio degli ayatollah, e fa sapere che aspetterà fino a domani un segnale sull´offerta di mediazione dei gruppo del "5+1" (Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia più la Germania).
L´ultimatum, fissato il 19 luglio scorso dal ministro degli esteri Ue Solana, è scaduto ieri. Ma un avvertimento è arrivato dal capo della diplomazia tedesca Frank Walter Steinmeier, che ha invitato l´Iran a smettere di prendere tempo, altrimenti - ha minacciato - potrebbero essere ulteriormente rafforzate le sanzioni». Bruxelles spera che una risposta arrivi entro la settimana prossima, e frena gli stati Uniti, che avevano intimato il regime di Teheran a dare un segnale non oltre la fine di questa settimana.
Per ora le risposte che arrivano da Teheran non sono incoraggianti. Il presidente iraniano, venerdì ha minacciato il ricorso alla forza per salvaguardare il programma atomico. «Per i nostri nemici - ha ammonito Mahmoud Ahmadinejad - temi come quello nucleare sono solo pretesti. Il popolo iraniano resisterà con la forza a chi vuole che facciamo marcia indietro». Intanto, ieri a Teheran è arrivato il presidente siriano Bashir al-Assad, alleato storico dell´Iran. Assad incontrerà Ahmadinejad anche per trasmettergli il messaggio che gli ha consegnato il presidente francese. Nicolas Sarkozy chiede a Teheran le prove che non nasconde un programma militare dietro il piano nucleare. Ma ieri la risposta del presidente iraniano è stata netta: «Sul programma nucleare non faremo un passo indietro».

tratto da: la Repubblica

 
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