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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Un sommergibile americano dissemina acqua contaminata dal Giappone alle Hawaii
Un sommergibile americano dissemina acqua contaminata dal Giappone alle Hawaii PDF Stampa E-mail

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di Maurizio Molinari - 3 agosto 2008

Sasebo, Guam, Pearl Harbor: la rotta di navigazione del sommergibile nucleare Uss Houston si è trasformata in un caso internazionale perché il vascello dell’Us Navy ha gettato in acqua sostanze radioattive e il Pentagono se n’è accorto con ben quattro mesi di ritardo. Le prime fuoriuscite risalgono a marzo quando il sottomarino Uss Houston arriva nella base americana di Sasebo, nelle acque del Giappone.


Si tratta di una visita di routine ma durante la sosta qualcosa non funziona nel sistema delle valvole e una di queste espelle dal reattore nucleare acqua contaminata. Nessuno se ne accorge e il sottomarino riparte alla volta di Apra Harbor, sull’isola di Guam nel Pacifico occidentale, territorio americano, dove arriva a metà giugno e l’episodio di ripete. Anche in questa occasione i controlli dell’Us Navy, nella base dove l’Uss Houston è di stanza, non si accorgono di nulla ma il sottomarino deve comunque sottoporsi a periodiche revisioni e quindi si mette in rotta verso le isole Hawaii, dove giunge a metà luglio.
È a Pearl Harbor che i controlli vengono per la prima volta svolti a fondo. I tecnici sostano a lungo dentro e attorno allo scafo e si accorgono della perdita quasi casualmente allorché una valvola si apre a sorpresa e colpisce la gamba di un marinaio con un piccolo getto di acqua contenente sostanze radioattive. I comandi dell’Us Navy hanno poca scelta e si affrettano a informare il capo del Pentagono, Robert Gates, che a sua volta chiama il governo alleato di Tokyo, dove la reazione è molto dura anche perché la telefonata del ministro è arrivata circa due settimane dopo la scoperta fatta alle Hawaii. Il ministero degli Esteri giapponese ammette di averlo saputo solo venerdì scatenando un putiferio. Il ministro della Difesa, Yoshimasa Hayashi, lamenta che «avremmo dovuto saperlo molto prima» e il capo di gabinetto Nobutaka Machimura parla di «episodio non buono» nelle relazioni bilaterali, anche perché il sospetto è che Washington abbia taciuto il tempo necessario per far passare il summit del G8, svoltosi in luglio in Giappone. Nella nazione che si sente ancora ferita per le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ogni incidente che ha a che vedere con il nucleare tocca la sensibilità del pubblico. Non a caso Masahito Goto, legale di un gruppo anti-nucleare, accusa Washington di «aver mentito consapevolmente al governo giapponese» mostrando incuranza verso i rischi per la salute dei nipponici. Inevitabile per l’Us Navy fare un passo indietro: da qui l’annuncio del rinvio a fine settembre della visita in Giappone, prevista per agosto, della portaerei nucleare Uss George Washington. Farla attraccare prima avrebbe innescato dure proteste.
A essere più preoccupati sono i residenti di Sasebo, dove le autorità giapponesi auspicano di «ricevere più informazioni» dall’Us Navy, che da parte sua getta acqua sul fuoco. «L’ammontare totale della radioattività rilasciata nell’ambiente dall’Uss Houston - assicura il capitano Scott Gureck, portavoce della flotta del Pacifico - è la metà di un microcurie ovvero l’equivalente a una sacca di fertilizzante del peso di 25 kg». Insomma, si tratta di una quantità insignificante che non pone alcun pericolo.
Le indagini tuttavia continuano perché il lungo periodo di navigazione affrontato con il guasto nucleare crea imbarazzo al Pentagono. Gates è stato drastico nel chiedere di far «piena luce» sull’avvenuto, trovando una conferma della necessità di maggiore severità nella conduzione dei controlli nei ranghi dell’Us Navy. Pochi giorni fa Gates ha allontanato dal comando della George Washington gli ufficiali David Dykhoff e David Dober imputandogli di aver ignorato le violazioni dei regolamenti anti-fumo, con una negligenza che ha portato a un incendio nella sala di controllo ingegneristico costato all’erario oltre 70 milioni di dollari.I sommergibili della classe Los Angeles hanno avuto una grande fortuna nei romanzi di spionaggio (specie in Tom Clancy) e al cinema. Il più celebre è quello che in «Caccia a Ottobre Rosso» cerca di intercettare il super sommergibile sovietico comandato da Sean Connery. Che poi guida il mezzo americano in un duello all’ultimo sangue contro un altro sommergibile d’attacco russo deciso ad affondarlo.

tratto da: La Stampa

 
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