Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Aug 29th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Tricastin, lo sfogo degli operai "Troppi silenzi su quell´incidente"
Tricastin, lo sfogo degli operai "Troppi silenzi su quell´incidente" PDF Stampa E-mail

nuclearedueweb.jpgdi Paolo Griseri - 25 luglio 2008
 
Nel "gioiello" nucleare francese, 24 ore dopo la fuga di materiale radioattivo che ha contaminato 97 lavoratori  
Ora l´azienda organizza "lezioni sull´atomo" per tranquillizzare la cittadinanza 
Nonostante tutto l´impianto è un´attrazione turistica per decine di famiglie  

.

  

--------------------------------------------------------------------------------
 
DAL NOSTRO INVIATO
BOLLENE - La paura è roba da italiani apprensivi, gente mediterranea che ha la sceneggiata nel dna: «Io non ho paura. Se ce l´avessi crede che lavorerei da 35 anni nelle centrali? Prima in quella delle Ardenne, poi in questa che è uno dei siti nucleari più grandi del mondo? La verità è che ogni lavoro ha i suoi rischi. I piloti di formula uno rischiano di più. Qui nessuno ha paura. E da voi, in Italia?». Marcel, 58 anni, dell´Italia conosce solo Berlusconi («spero che lei non sia d´accordo con lui») e poco altro. Ma si stupisce all´idea che 200 chilometri a est del sito nucleare di Tricastin, oltre la barriera delle Alpi, ci sia chi si spaventa per «un leggero incidente, di quelli che capitano spesso durante la manutenzione annuale dei reattori». E spiega l´allarme con il numero dei contaminati: «L´incidente, in sé, non è grave. Ma certo, 97 persone coinvolte sono un numero rilevante».
Qui, a pochi passi dall´autostrada del sole del francesi, quella che collega Parigi a Marsiglia, il nucleare è, nonostante tutto, un´attrazione turistica. E anche oggi, malgrado le notizie non proprio incoraggianti che escono dall´autoradio, ci sono le famigliole che fanno la coda per entrare a visitare una delle meraviglie dell´industria energetica francese. Sul piazzale davanti al cancello della centrale staziona un tir attrezzato per donare il sangue: anche l´associazione dei donatori della regione del Rhone-Alpes non si preoccupa troppo degli effetti delle contaminazioni. E i dipendenti di Edf approfittano della pausa pranzo per compiere il loro gesto di generosità.
Il reattore numero 4 della centrale Edf di Tricastin è andato in tilt alle 9,30 di mercoledì: «Una guaina difettosa nell´impianto, una pressione eccessiva nel circuito e la polvere radiottiva ha contaminato i lavoratori che si trovavano nei dintorni», spiega la portavoce della direzione. Che aggiunge dati rassicuranti: «Incidenti di questo tipo accadono, ogni tanto. Ma noi ci preoccupiamo molto della prevenzione. Pensi che dal 1992 a oggi la percentuale di incidenti è scesa dal 14,3 per cento al 4,6 per cento a parità di ore lavorate». Mercoledì mattina sono stati i segnalatori di radioattività a dare l´allarme. E immediatamente sono state portate in infermeria 129 persone. Ma già ieri pomeriggio una parte dei 97 lavoratori risultati contaminati era tornata al lavoro nel reattore.
Tutto tranquillo? Philippe parla protetto dall´anonimato. È uno dei 97 contaminati di mercoledì mattina: «A un certo punto - ricorda - è scattato l´allarme. Siamo andati tutti di corsa a fare la doccia. Ma per diverso tempo abbiamo chiesto di sapere che cosa era successo senza avere risposte soddisfacenti. Poi, intorno alle 14, è arrivato il medico e ci ha visitati. Il problema è che in queste centrali lavoriamo troppo in fretta anche per fare operazioni delicate come quelle della manutenzione. Questo spiega gli errori e gli incidenti».
Virginie Neumayer è la delegata sindacale della Cgt. Lavora a Tricastin da dieci anni. È appena uscita dall´incontro con i vertici di Edf. E lancia accuse pesanti: «Ormai c´è una corsa sfrenata ad affidare parti anche delicate del processo produttivo a lavoratori precari di ditte esterne. Persone che non hanno la preparazione necessaria a compiere operazioni delicate come la manutenzione annuale di un reattore. Abbiamo chiesto una trattativa nazionale sul problema del lavoro in subappalto nelle centrali francesi. E a Tricastin chiediamo un monitoraggio medico continuo sui lavoratori contaminati fino a quando non tornerà la normalità».
C´è un gran voglia di tranquillità sulle sponde del Rodano. Tutto sembrava rientrato nei ranghi già venerdì scorso quando Anne Lauvergeon, presidente della società Areva, era scesa da Parigi per bere un bicchiere d´acqua di fronte ai fotografi e alle autorità locali. Un rito scaramantico dopo l´incidente del 7 luglio: una fuga di uranio radioattivo dal sito di arricchimento che si trova di fronte alla centrale aveva contaminato la falda idrica spingendo anche i francesi a spaventarsi un po´ e a vietare l´uso dell´acqua potabile nel circondario per qualche giorno.
Fatto certamente inconsueto, tanto che i turisti belgi e tedeschi che amano sostare qualche tempo su queste colline hanno lasciato precipitosamente gli alberghi, mentre i vignaioli del luogo sono ormai decisi a cambiare nome ai loro vini come se si fossero contaminate anche le etichette.
Un segno di disaffezione che rompe un lungo fidanzamento tra gli abitanti di questa parte della Francia e l´atomo. I bambini di Bollene, il centro più vicino ai reattori, vanno a giocare in un giardino pubblico intitolato a Marie Curie, che con la scoperta della radioattività vinse il Nobel. E oggi pomeriggio, nell´aula magna di fianco ai reattori, siamo una ventina ad ascoltare la lezione di Marion, delegata da Edf a incontrare i turisti. Lei sorride e spiega: «La radioattività è un fatto naturale, che si può controllare con le norme di sicurezza». Joseph, pantaloncini corti maglietta e figli al seguito, alza la mano: «Rischiamo una nuova Cernobil?». Domanda inquietante. Ma prevista: «Ora vi darò qualche informazione sugli incidenti di questi giorni. Ma state certi: qui Cernobyl non si verificherà mai. Abbiamo criteri di sicurezza occidentali e una lunga esperienza. È dal 1958, dai tempi del generale De Gaulle, che in questo sito si arricchisce l´uranio: prima per produrre le bombe atomiche e oggi per produrre il combustibile che fa funzionare un quarto delle centrali di tutto il mondo. Non c´è davvero da avere paura». 
 tratto da: la repubblica

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 386
Notizie: 5270
Collegamenti web: 66
Visitatori: 1777576

Libri

bavaglio-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

libero-grassi-web.jpg