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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Trappola mortale a Istanbul bombe tra la folla dello shopping
Trappola mortale a Istanbul bombe tra la folla dello shopping PDF Stampa E-mail

attentatoistanbul_web.jpgdi Alberto Mattone -28 luglio 2008

Il tritolo ha ucciso tredici persone e ne ha ferito oltre settanta. Il bilancio è provvisorio, in molti sono stati trasportati in ospedale in condizioni disperate.
Istanbul viene colpita al cuore proprio durante giorni cruciali per il futuro della Turchia.

 


La settimana più lunga, alla fine della quale la Corte costituzionale potrebbe decidere di mettere al bando il partito al governo (Akp) per aver islamizzato il paese, e decapitare così l´esecutivo guidato dal premier Recep Tayyp Erdogan, inizia con una bagno di sangue sulla strade della capitale. L´attacco è stato sferrato ieri sera poco dopo le 21,45 (le 20,45 in Italia), ed è stato condotto con micidiale perizia dagli attentatori. I terroristi hanno piazzato un ordigno-esca di bassa potenza in una cabina telefonica a ridosso di un centro commerciale, e hanno atteso che poliziotti e curiosi si accalcassero intorno al luogo della prima esplosione. Poi, dopo circa dieci minuti, hanno fatto detonare una seconda bomba dal potenziale molto maggiore, ed è stata una strage.
A terra sono rimaste decine di persone. Pezzi di corpi sono volati a distanza di centinaia di metri, in strada molti passanti sono fuggiti terrorizzati in tutte le direzioni tra cadaveri, calcinacci e vetri in frantumi. Sul luogo dell´esplosione sono iniziate ad affluire decine di ambulanze, che hanno fatto la spola a tutta velocità tra il quartiere dell´attentato e gli ospedali di Istanbul. L´inferno sul marciapiede del centro commerciale è stato ripreso dalle Tv di tutto il mondo. Un ragazzo dal volto irriconoscibile coperto di sangue viene calmato da due passanti. Alcune persone piangono e si disperano vicino a due cadaveri.
«Sono sicuro, si è trattato di un attacco terroristico», dice il governatore di Istanbul, Maummer Guler, appena giunto sul posto. La polizia accusa subito i ribelli del partito dei lavoratori del Kurdistan, il Pkk. Ma non si esclude la mano degli Hezbollah turchi legati ai Taliban e a Bin Laden, che hanno attaccato il 9 luglio scorso il consolato Usa a Istanbul. Quattro terroristi aprirono il fuoco uccidendo tre agenti. Anche tre guerriglieri rimasero sull´asfalto. Un´altra pista porterebbe ai servizi segreti deviati, decisi a far sprofondare il Paese in un clima di tensione.
Dopo il secondo boato, si era parlato di una fuga di gas. Ma la verità è venuta a galla presto. Non c´è voluto molto ai vigili del fuoco per capire che si era trattato di un attacco. I soccorritori hanno individuato anche il luogo dell´esplosione più forte, quella che ha fatto la strage: i terroristi hanno deposto il micidiale ordigno in un cassonetto. La bomba era imbottita di chiodi e di bulloni di acciaio, che sono schizzati in tutte le direzioni al momento dell´esplosione, aggravando il bilancio dell´attentato.
L´attacco non è stato rivendicato, ma la dinamica dell´attentato riporta alla tecnica militare usata dal Pkk. Le bombe di ieri a Istanbul potrebbero essere una risposta immediata ai blitz che l´aviazione turca ha compiuto ieri nell´Iraq settentrionale: sono state colpite dodici postazioni dei ribelli del Pkk, da cui partono le offensive in Anatolia. «Si tratta di operazioni anti-terrorismo», aveva commentato lo Stato maggiore della Difesa, avvertendo che «la campagna contro la guerriglia continuerà tanto in patria quanto all´estero, sulla base delle necessità militari».
Ma non tutti a Istanbul scommettono sulla pista della guerriglia curda. Il Paese vive un periodo di incertezza politica molto grave. Il ricorso del procuratore Abdurrahman Yalcinkaya appare come una resa dei conti tra l´èlite laica che ha governato il paese dai tempi di Ataturk e la borghesia islamica emergente, guidata dal premier Erdogan. A questo caso, si intreccia un´altra vicenda giudiziaria, il processo contro la presunta organizzazione terroristica laico-nazionalista Ergenekon, che comincerà a Istanbul il prossimo 20 ottobre. Gli ambienti laici lo considerano una rappresaglia della polizia filo-governativa contro il ricorso anti-Akp. 
 la repubblica edizione nazionale 28 luglio 2008
 
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

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    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
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    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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