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Rassegna Stampa
Niente scorta a Ciancimino - rafforzata a Maniaci | Niente scorta a Ciancimino - rafforzata a Maniaci |
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Per il 44enne figlio dell´ex sindaco, era stata la Procura a chiedere una forma di tutela. Ciancimino sta rivelando ai magistrati alcuni passaggi della trattativa tra Stato e mafia che passò anche attraverso l´avvicinamento di don Vito, considerato tramite verso Totò Riina, nel pieno della strategia di Cosa nostra. Il coordinamento di ieri non ha ritenuto che, nonostante le lettere minatorie e l´inseguimento da parte di due scooter - il 27 giugno da Punta Raisi a Palermo - raccontato dallo stesso Massimo Ciancimino, ci siano attualmente i presupposti per forme di tutela o di scorta. La decisione, assunta dopo una lunga disamina della vicenda, potrà modificarsi in futuro se dovessero esservi delle novità. Per Maniaci - dopo l´auto della sua Telejato data alle fiamme giovedì sera sotto la redazione di Partinico - verrà invece elevato il livello di sorveglianza. Oltre ai passaggi di polizia e carabinieri quando Maniaci sta per uscire di casa o dal lavoro - è lui stesso a comunicare i suoi spostamenti - arriverà anche il radiocontrollo a cura della Guardia di finanza che passerà sotto Telejato anche in altri momenti della giornata. Altre misure sono state previste, ma dovrà essere lo stesso Maniaci ad accettarle: si parla di un contatto più diretto con il 112 o il 113 e anche di telecamere fuori dall´emittente di Partinico e dall´abitazione di Maniaci. LA REPUBBLICA PALERMO |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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