| Operazione "Terra Promessa 2" |
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di Dora Quaranta - 19 luglio 1992 Per anni la camorra ha sversato su quei terreni rifiuti altamente tossici e nocivi provenienti da numerose ditte del nord, da centrali Enel e da una nota casa farmaceutica. La Finanza ha calcolato che in una sola delle discariche sono stati smaltiti un miliardo e 370 mila chili di rifiuti in quattro anni. Una ventina di persone risultano indagate con l’accusa a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Tra loro vi è la famiglia degli imprenditori Vassallo, in tutto dieci fratelli. Proprio grazie alle rivelazioni di uno dei membri della famiglia, Gaetano Vassallo, è venuto alla luce il vasto giro di affari del clan camorristico pari a circa 17 milioni di euro. Gaetano Vassallo ha raccontato agli inquirenti che <<nel periodo estivo i percolati e il liquido caseario senza alcun trattamento venivano utilizzati per innaffiare i piazzali delle discariche aridi e secchi. I fanghi e il percolato altamente tossico e nocivo venivano usati anche senza alcun trattamento per l’irrigazione e la concimazione dei campi di coltivazione di ortaggi e frutta. I rifiuti liquidi erano talmente inquinanti che quando venivano sversati producevano la morte immediata di tutti i ratti. C’erano rifiuti liquidi di una certa ditta che arrivavano in cisterne speciali inox anticorrosive. Quei rifiuti sversati friggevano e scioglievano la plastica. E poi c’era un’impresa che trasportava fanghi tossici e cenere dalle centrali dell’Enel e le ceneri spente della centrale termoelettrica di Brindisi. Portava i rifiuti anche una nota azienda farmaceutica. Il suo responsabile era ben a conoscenza che i rifiuti erano smaltiti illegalmente. L’azienda attestava che il materiale conferito era idoneo alla produzione dei legumi: posso dire che non era vero, perché sulla terra su cui veniva smaltito il rifiuto non ho mai visto nascere frutta o ortaggi>>. Gaetano Vassallo ha anche spiegato che le ditte interessate a sversare nelle discariche dei casalesi pagavano per lo smaltimento con delle fatturazioni false attestanti un importo superiore a quello vero. La differenza finiva in fondi neri per il pagamento delle tangenti. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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