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Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino:"Oggi per uccidere i giudici non servono piu' le bombe" PDF Stampa E-mail

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18 luglio 2008
Palermo.
“La strage del '92 è stata strage di Stato” -

“La strage del '92 è stata strage di Stato” - interviene Salvatore Borsellino alla Conferenza di palazzo Steri organizzata da AntimafiaDuemila e la Facoltà di Lettere e Filosofia - “Quando morì Paolo, vedendo la reazione della gente, ringraziai Dio per aver fatto morire Paolo perché ciò era servito per scuotere la gente. Forse però oggi dovrei ringraziare altrettanto Dio per non far vedere a Paolo quanto stia scivolando verso il baratro la nostra Italia”.
 
“Un anno fa scrissi una lettera dove chiedevo a Mancino di dire la verità  su l'incontro che tenne con Paolo – dice Salvatore Borsellino- oggi capisco che ciò non è possibile. Mancino non può ricordare quell'incontro perché altrimenti dovrebbe confessare la trattativa scellerata di cui, giorno dopo giorno, vediamo l'attuazione. Paolo fu ucciso perché si è messo di traverso proprio a quella ignobile trattativa tra mafia e stato. Diceva Sciascia che lo stato non può processare se stesso e io non potrò conoscere la verità su certe stragi perché sono convinto che la nostra seconda Repubblica sia stata cementata con il sangue di mio fratello e di Falcone”.

E poi continua - “Paolo stesso diceva che la mafia l'avrebbe ucciso ma che a volere la propria morte sarebbero stati altri”. “Oggi per uccidere i giudici non servono più le bombe - afferma Salvatore Borsellino alla conferenza “La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino” -  Basta guardare quanto accaduto a magistrati come De Magistris e la Forleo”. “Il Csm non ha bisogno di essere 'riformato' come sostiene il nostro Capo di Governo. Sta già procurando danni così. Le motivazioni con cui il Pg D'Ambrosio ha destituito De Magistris sono un' offesa al sacrificio di mio fratello. Dire che un magistrato consideri troppo il proprio lavoro come una missione e non come un mestiere è un insulto”.

 

 

 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
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    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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