| Intimidazione mafiosa contro l'emittente di Telejato |
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Alle 23 del 17 luglio a Partinico nuovo atto di intimidazione mafiosa contro l'emittente locale TELEJATO. Incendiata una delle macchine dell'emittente parcheggiata sotto la sede della televisione.
Pino Maniaci: "Non ci faremo intimidire e continueremo a fare il nostro lavoro, a fare informazione libera su questo territorio".
Sono da poco passate le 23. La macchina della televisione parcheggiata sotto la sede della piccola emittente antimafia di Partinico è stata incendiata. Ennesimo atto di intimidazione della criminalità organizzata contro Pino Maniaci (che a gennaio ha subito anche un'aggressione fisica e da quel momento vive sotto scorta) e la piccola e coraggiosa emittente. Già dai primi riscontri delle forze dell'ordine chiara l'origine dolosa. "Non ci faremo intimidire e continueremo a fare il nostro lavoro, a fare informazione libera su questo territorio", ha dichiarato Pino Maniaci il fondatore di TeleJato. Da più di un mese i telegiornali di TeleJato sono condotti da rappresentanti della società civile, membri delle forze dell'ordine, giornalisti di altre testate, all'interno dell'iniziativa di appoggio all'emittente "Siamo tutti Pino Maniaci". Nei prossimi giorni, fra le tante voci che si stanno alternando negli studi della tv di Partinico, anche Don Luigi Ciotti. Domani il telegiornale di TeleJato andrà in onda regolarmente con un'ampia partecipazione della società civile. tratto da: ritaatria.it
Siamo con te Pino, al fianco della tua straordinaria redazione. Nessun vigliacco potrà mai fermare la forza dirompente di chi come te fa un'informazione libera e si batte per far emergere la verità.
La Redazione di ANTIMAFIADuemila
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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