Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Aug 29th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Rimane a Palermo il processo Mori-Obinu
Rimane a Palermo il processo Mori-Obinu PDF Stampa E-mail

mori-web.jpg

di Lorenzo Baldo - 15 luglio 2008
Palermo. Rimane a Palermo il processo al generale dei carabinieri Mario Mori, ex capo del Sisde ed ufficiale del Ros e al colonnello Mauro Obinu, imputati davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale di Palermo per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato Cosa Nostra.


Lo ha deciso questa mattina il collegio presieduto dalla Dr.sa Anna Fazio, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di trasferimento del processo ad altra sede giudiziaria avanzata nel corso della prima udienza (1° luglio) dall'avvocato Pietro Milio, legale di Mori. E dando così ragione ai pubblici ministeri Domenico Gozzo e Nino Di Matteo che a quella richiesta si erano opposti.
“Intendo sottoporre alla verifica dibattimentale – ha dichiarato nel corso dell'udienza lo stesso Di Matteo - l'inquadramento dei fatti in un contesto causale più ampio, che trae la propria origine nei rapporti intrattenuti, già a partire dal periodo a cavallo tra la strage di Capaci e quella di via D'Amelio, dall'odierno imputato Mori con Vito Ciancimino (all'epoca in contatto diretto con Bernardo Provenzano). Anche in funzione della cattura dell'allora latitante Riina, nonché della auspicata cessazione della strategia corleonese di frontale attacco allo Stato. In particolare per quest'ultimo aspetto relativo alla cd trattativa – ha proseguito rivolto alla Corte - vi chiediamo l'acquisizione della sentenza relativa alla mancata perquisizione del covo di Riina, l'esame dei collaboratori di giustizia Brusca e Giuffré e quello dell'imputato di reato connesso Massimo Ciancimino”.
Anche in questo caso la Corte ha accolto le richieste dell'accusa, ammettendo l'esame dei pentiti e dell'imputato di reato connesso Ciancimino.
In riferimento al mancato blitz che secondo gli inquirenti avrebbe potuto portare, nel 1995, alla cattura del capomafia Bernardo Provenzano - e che Mori e Obinu non avrebbero ordinato – Gozzo e Di Matteo hanno invece dichiarato: “Dimostreremo come nel corso degli anni 1995 e 1996 nonostante la già riscontrata attendibilità delle indicazioni confidenziali già rese da Ilardo (un mafioso che era diventato confidente dei Ros) Mori e Obinu hanno in un primo momento omesso di organizzare un servizio idoneo alla cattura di Provenzano nonostante fossero stati informati dal colonnello del Ros Riccio di un incontro organizzato per il 31 ottobre 1995 tra Ilardo e il latitante”. Sarà dimostrato, hanno proseguito i pubblici ministeri, “come gli imputati, nonostante l'immediata conferma dell'effettivo verificarsi della prevista riunione nonché l'immediata acquisizione di notizie relative alla previsione di ulteriori incontri negli stessi luoghi e dei soggetti che gestivano la latitanza di Provenzano in quel momento, abbiano omesso per lungo tempo, anche successivamente all'omicidio di Luigi Ilardo, l'attivazione di qualsivoglia concreta attività di indagine sui luoghi e sui soggetti indicati come favoreggiatori di Provenzano”.Una lunga inerzia, la hanno definita Gozzo e Di Matteo, “sviluppata in un contesto di assoluta carenza di informazioni alla Dda che coordinava l'attività di ricerca di Provenzano e ciò nonostante precise direttive del procuratore della Repubblica di Palermo sull'obbligo delle forze di polizia di comunicare alle autorità giudiziarie tutti gli spunti investigativi relativi alla cattura del latitante".
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 
newsletter-home.jpg



Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 412
Notizie: 5284
Collegamenti web: 66
Visitatori: 1785356

Libri

bavaglio-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

libero-grassi-web.jpg