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Intervenire sul 41bis e sulla confisca dei beni alla mafia PDF Stampa E-mail

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di Giovanna Maggiani Chelli*- 14 luglio 2008
Illustrissimi Signori Ministri della Giustizia e dell’Interno,  non c’è più tempo per presentare un disegni di legge in tutto i loro iter farraginosi, servono  decreti  con carattere di urgenza per  porre fine alla deriva che hanno innescato le disposizioni in materia di “41 bis” e di “confisca dei beni alla mafia”.


La Mafia incalza, crediamo che tutti i boss stragisti abbiamo chiesto attraverso i loro avvocati il passaggio da “41 bis” a carcere normale.
Lo Stato deve dare una risposta pronta e forte, è grave che solo ora si abbia notizia di certi comportamenti  arroganti del boss Leoluca Bagarella, il quale con il suo gruppo di fuoco nel 1993 a messo a ferro  fuoco l’Italia intera e massacrato i nostri parenti.
La strada dei Tribunali di sorveglianza va sbarrata con un decreto d’urgenza appropriato e quanti tra i mafiosi rei di strage  sono usciti da “41 bis”, devono ritornare all’isolamento che gli impedisce di dare ordini dal carcere. 
E’ più di un sospetto che le nostre cause civili “contro cosa” nostra non trovano risposte positive da parte dello Stato, il quale è in grado di riconoscerci solo elemosine che ci umiliano , proprio perchè la mafia è risultata vincente attraverso il tritolo del 1993, ottenendo di fatto la non confisca dei beni e l’annullamento del 41 bis.
I beni confiscati a Matteo Messina Denaro, a Salvatore Riina , Leoluca Bagarella, Gioacchino Calabrò e tutti gli altri condannati all’ergastolo per la strage del 27 Maggio 1993,  devono immediatamente essere utilizzati per fra fronte alle nostre esigenze, ogni indugio suona come un affronto nei  confronti  dei nostri morti e dei nostri invalidi.


*Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili 

 
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